ANNO 16 n° 274
Restauro monastero, servono almeno 180mila euro
Stanziati dalla Regione Lazio
03/07/2014 - 00:00

VITERBO - Servono tra i 150 e i 180mila euro per ripristinare e mettere in sicurezza tetto del monastero di santa Rosa, interessato nei mesi scorsi da un crollo parziale e sconnesso in più punti, tanto che è stato necessario puntellarlo. A stabilirlo è stata la perizia eseguita nei giorni scorsi.

Una somma considerevole che, incredibile ma vero, sarà disponibile già nelle prossime settimane. L'assessore regionale alle Infrastrutture Fabio Refrigeri, che nei giorni scorsi ha partecipato a un sopralluogo nel complesso monumentale, si accinge a firmare un provvedimento di somma urgenza con il quale metterà subito a disposizione l'importo necessario.

Se non sorgeranno intoppi, soprattutto di carattere burocratico, il cantiere potrebbe aprire i battenti nel corso dell'estate. I più ottimisti ritengono che a settembre, in occasione del trasporto della Macchina, i lavori potrebbero volgere al termine o comunque essere in avanzato stato d'esecuzione. Più ragionevolmente, dovrebbero essere completati entro la prossima primavera.

Secondo quanto si è appreso, l'assessore Refrigeri, in occasione del recente sopralluogo al quale ha preso parte, è stato ''conquistato'' dall'importanza storico-artistica del luogo. Poi sarebbe stato stretto nelle spire del deputato Giuseppe Fioroni e del sindaco Leonardo Michelini che gli avrebbero illustrato con dovizia di particolari cosa significhino per i viterbesi santa Rosa, le clarisse che custodiscono il suo corpo e, quindi, il monastero tutto ciò che contiene.

La decisione è stata conseguente: approntare, alla luce dei risultati della perizia, un provvedimento urgente che metta a disposizione tra i 150 e i 180mila euro. L'operazione avrebbe già ricevuto l'assenso del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

La disponibilità dei fondi potrebbe innescare una reazione a catena e accelerare anche il restauro degli affreschi da parte della Soprintendenza competente, con il contributo della Fondazione Carivit.

Facebook Twitter Rss