

VITERBO – (saroc) Dove accidenti si rinnovano gli abbonamenti del parcheggio del Sacrario? A saperlo.
La circostanza è curiosa ma neanche tanto, a dirla tutta, se si considera che Viterbo era pronta a fare l’aeroporto con collegamenti ‘’terrestri’’ da stendere un velo pietoso, che è meglio.
La questione è questa: il 31 gennaio i nove dipendenti dell’ex Autoservice cadono loro malgrado nel frullatore, drammatico, dei licenziamenti di Francigena e una delle conseguenze, per gli utenti, è un grazioso fai-da-te per entrare ed uscire dal parcheggio del Sacrario.
Il gabbiotto centrale, dove lavoravano a turno i dipendenti, resta desolatamente vuoto e gli automobilisti sono costretti ad obliterare i biglietti usando due macchinette automatiche poste all’interno.
Fino a qui nulla, o quasi, di strano, considerando ad esempio che il guasto di uno dei due apparecchi automatici provoca file estenuanti, rese ancora più difficoltose dal maltempo, dal freddo e dalla pioggia. E’ appena successo ieri.
Il problema irrisolto riguarda invece centinaia di residenti, impiegati e addetti al commercio che non riescono più a rinnovare l’abbonamento perché non trovano nessuno che sia in grado di fare una semplicissima operazione: incassare i soldi e rilasciare il tagliando per il mese successivo.
Si tratta di oltre cinquecento persone che, per lavoro o per residenza, sono costrette a parcheggiare tutti i giorni al Sacrario e a sborsare una tariffa oraria di un euro rispetto ai quaranta centesimi che invece pagherebbero con l’abbonamento.
Inutile chiedere lumi a Francigena, chiunque lo faccia si sente rispondere laconicamente che stanno ricevendo centinaia e centinaia di telefonate ma che al momento non sanno cosa rispondere.
E pensare che la materia è regolata da delibere comunali e che Francigena si limita soltanto ad applicare le direttive e le tariffe decise a Palazzo dei Priori.
Più che un disservizio un diritto negato, insomma.
Oggi Alvaro Ricci, del Pd, farà un’interrogazione urgente al sindaco. Ma intanto i disagi e le tariffe per i residenti aumentano, così come aumentano i disagi per gli utenti occasionali. Per non parlare poi dei lavoratori licenziati.
Benvenuti a Viterbo, la città che voleva l’aeroporto e che invece cade dalle nuvole…