ANNO 16 n° 274
Rehab, progetto Unitus
per migliorare
la vita dei detenuti
09/12/2015 - 17:14

VITERBO - È possibile ridurre lo stress ambientale in carcere abbattendo le barriere comunicative tra operatori e detenuti? A questa domanda risponde il progetto europeo Rehab, promosso dall’Università della Tuscia (Dipartimento Disucom).

L'11 dicembre ci sarà la conferenza finale a Roma.

Il progetto Rehab, Removing prison HeAlth Barriers, di durata biennale, è stato finanziato dal programma europeo Llp – Grundtvig.

Finalità del progetto sono migliorare la qualità della vita nelle carceri, attraverso un approccio multidisciplinare volto a promuovere una più efficace comunicazione tra staff della prigione (staff sanitario, area trattamentale e polizia penitenziaria) e detenuti; supportare il personale sanitario e di custodia nello stress correlato al lavoro attraverso i sensitivity groups; definire Linee guida di buona pratica clinica e stipulare Protocolli di intesa tra istituto penitenziario e Servizio Sanitario Territoriale, a garanzia di misure volte alla continuità terapeutica.

Coordinato dall’Università della Tuscia, ha coinvolto un partenariato internazionale composto da società scientifiche di salute penitenziaria (Società di medicina e sanità penitenziaria - Simpse, Italia; Sociedad espanola de sanitad penitenciaria - Sesp, Spagna), Università (Birmingham city Univercity - Bcu, Regno Unito) e un gruppo di studio e ricerca sul tema (Groupe d'etude, de recherches, et de traitement en milieu penitentiaire - Gertox, Francia).

L’evento finale si svolgerà l’11 dicembre dalle ore 9 alle ore 17, presso l’Issp, Istituto Superiore di Studi Penitenziari, a Roma; è prevista la partecipazione del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, del rettore dell’Università della Tuscia, Alessandro Ruggieri e del vice capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Massimo De Pascali.






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