ANNO 16 n° 12
Regolamento di polizia urbana: scritte vandaliche e sanzioni al centro del dibattito
In prima commissione scontro sull’articolo 15: se il vandalo non viene individuato, il rischio è che la multa ricada sul proprietario dell’immobile
12/01/2026 - 18:34

 

VITERBO – Decoro urbano sì, ma a quale prezzo? È questo il nodo che ha acceso il dibattito nella prima commissione consiliare riunitasi questa mattina, lunedì 12 gennaio, alle 9,30 nella sala del consiglio di Palazzo dei Priori, per l’esame del nuovo regolamento di polizia urbana del Comune di Viterbo.

All’ordine del giorno la proposta di deliberazione n. 123 del 10 novembre 2025, un testo articolato in quaranta articoli che mira a ridefinire regole e sanzioni in materia di vivibilità, sicurezza e decoro cittadino. Ma la discussione si è arenata quasi subito su alcuni articoli che hanno suscitato grande attenzione e riflessioni, come dimostrato in particolar modo da quello dedicato alla pulizia dei muri imbrattati da scritte, graffiti e atti vandalici.

Il punto più controverso riguarda il principio della cosiddetta “responsabilità oggettiva”: se l’autore dell’imbrattamento non viene individuato, l’onere di ripristinare il decoro ricade sul proprietario dell’immobile. In caso di inadempienza, è prevista una sanzione amministrativa che va da 100 a 300 euro. Una previsione che ha sollevato forti perplessità soprattutto tra i banchi dell’opposizione, dove si teme che il regolamento finisca per punire due volte chi subisce un danno.

A spiegare la norma è intervenuto il comandante della polizia locale, Mauro Vinciotti, precisando che l’obbligo scatterebbe solo nei casi in cui l’immobile versi in condizioni di evidente indecoro. Le perplessità e le preoccupazioni condivise da più parti, non hanno accennato a diminuire, come ribadito anche dalla consigliera del Partito democratico Francesco Sanna. Il presidente della commissione, Luigi Gioiosi, ha provato a tracciare una linea di mediazione, spiegando, dal suo punto di vista, che la denuncia dell’atto vandalico garantirebbe una tutela temporanea al proprietario, concedendo tempo per intervenire senza incorrere subito nella sanzione. Una lettura che però non ha convinto del tutto l’opposizione, che ha chiesto garanzie più chiare e tempi certi, per evitare che il cittadino venga multato prima ancora di avere la possibilità materiale di ripulire il muro.

La consigliera di Fratelli d’Italia Laura Allegrini ha suggerito invece un intervento diretto del Comune, soprattutto per edifici di pregio o in zone centrali, con eventuale rivalsa successiva. Più dura la posizione della consigliera del Gruppo misto Letizia Chiatti, che ha definito l’impianto dell’articolo “un regolamento contro la proprietà privata”.

Alla luce delle numerose criticità emerse, la commissione ha deciso di rinviare il voto sull’articolo 15. La maggioranza si è impegnata a rielaborare il testo tenendo conto delle osservazioni emerse, per poi ripresentarlo emendato direttamente in consiglio comunale. Un passo indietro necessario su uno dei temi più sensibili per il centro storico e per i cittadini, dove la lotta al vandalismo rischia di trasformarsi, se mal calibrata, in un’ulteriore penalizzazione per le vittime.






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