

VITERBO – Il governo cambia la geografia italiana e Viterbo e la Tuscia traslocano sull'Appennino. Anzi, nella Regione Appenninica, dicitura che definisce una macro area comprensiva di un bel pezzo di Italia di mezzo che vedrà accorpata la provincia di Viterbo, appunto, con la Toscana e l'Umbria.
Secondo quanto riportato dai quotidiani l'Unità e Libero, infatti, il progetto di accorpamento delle regioni ha subito una notevole accelerata qualche settimana fa in Senato, quando il senatore Pd Raffaele Ranucci, in occasione della discussione sulla riforma Costituzionale, ha presentato un ordine del giorno riguardante proprio la ridefinizione dei confini regionali. Il Governo, su input del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, ha rilanciato e ha fatto proprio l'emendamento, mostrando così un particolare interesse per il progetto presentato da Ranucci. Se ne riparlerà dopo l'approvazione della riforma costituzionale, che il Governo è certo di incassare presto, ma i tempi per l'ok a questa nuova visione del territorio italiano paiono essere davvero più brevi adesso.
La riduzione numerica delle regioni così come conosciute fino ad oggi sarà consistente e si passerà dalle venti attuali a dodici. Oltre a quella Appenninica, che interesserà Viterbo, queste saranno le altre macro aree previste dalla riforma: la Regione Alpina, in cui confluiranno Piemonte, Liguria e Val d'Aosta; il Triveneto, composto appunto da Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia; l'Emilia Romagna, che rimarrà così come è adesso ma acquisirà anche i territori di Pesaro e Urbino dalle Marche; la Regione Adriatica, formata da Abruzzo e province di Ancona, Macerata, Rieti, Isernia e Ascoli; il Lazio sparirà in luogo dell'enorme area di Roma Capitale, da cui però saranno escluse le province di Frosinone e Latina che andranno a comporre la Regione Tirrenica insieme alla Campania; la regione di Levante, frutto dell'unione di Puglia e provincia di Matera; la regione di Ponente, con la provincia di Potenza annessa alla Calabria. Resteranno invece invariati i territori di Lombardia, Sicilia e Sardegna.