

VITERBO - “Non ho partecipato al voto sulla proposta di legge per la modifica dell’articolo 2 dello Statuto della regione Lazio, perché ritengo che la norma inserita rischia di essere impugnata dal governo per incostituzionalità con la conseguenza di esporre il consiglio regionale ad una brutta figura”.
Lo dichiara il consigliere regionale dell’Udc Rodolfo Gigli in merito all’inserimento nello Statuto regionale del testo che definisce “Roma, capoluogo della Regione, è la capitale della Repubblica e la sede del Governo e dei ministeri'.
“Ho espresso in aula le mie riserve e le mie perplessità sulla legittimità di un provvedimento che, a mio modo di vedere, è di esclusiva competenza costituzionale. Tuttavia, a fronte di un voto unanime – conclude Gigli - ho preferito manifestare i miei dubbi limitandomi ad uscire dall’aula consiliare”.
Poi il consigliere regionale interviene sul numero delle commissioni consiliari sottolineando che “l’abolizione della commissione Giochi olimpici e grandi eventi dopo il mancato sostegno del governo alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, era un atto dovuto. Adesso però occorre ridurre il numero complessivo delle commissioni”.
“Si parla molto di razionalizzazione dei costi della politica e di riduzione delle spese della macchina amministrativa regionale – prosegue -. Se vogliamo che la regione Lazio sia un ente credibile e, soprattutto funzionale, non è più tempo di rinviare la discussione sulla riduzione delle commissioni consiliari. In questo modo potremmo non solo recuperare risorse da reinvestire in altro modo ma anche snellire i lavori del consiglio regionale. Mi auguro che da qui a breve – conclude Gigli – tale discussione possa subire un’accelerazione”.