ANNO 16 n° 273
Regione - Accordo sul prezzo del latte
E' stato raggiunto con la ''regia'' dell'assessore agricoltura Birindelli
25/03/2011 - 20:10

Salirà da 1 milione e 876mila euro dell'anno scorso a 2 milioni 210mila euro di quest’anno, con un incremento netto di 334mila euro, la produzione lorda vendibile di latte bovino nel Lazio.

E' questo l’effetto più evidente dell'accordo firmato oggi nella sede dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio, in virtù del quale il prezzo del latte alla stalla passa da 38,5 a 42 centesimi al litro, 0,5 dei quali come contributo al miglioramento della stalla. Ai produttori dell'Alta Qualità, inoltre, sarà corrisposto 1 centesimo in più.

Arbitro dell’intesa tra i produttori e le industrie di trasformazione è stato l’assessore all’Agricoltura Angela Birindelli, secondo la quale l’accordo, oltre ad assicurare alle imprese zootecniche laziali uno dei prezzi più alti d’Italia, non dovrà comportare aumenti del costo al consumo.

“Un litro di latte - spiega – viene commercializzato a 1,40-1,65 euro. Il costo della materia prima, da oggi 42-43 centesimi al litro, incide al massimo per il 25%. L'aumento a carico delle industrie è di soli 3 centesimi al litro”. Dello stesso tenore il commento di Gabriel Battistelli, direttore della Coldiretti di Viterbo. “Tra i costi della filiera - osserva - paradossalmente quello del latte è tra i più bassi, tanto che incide tra il 20 e il 25%. Troppo poco per giustificare eventuali aumenti”.

Nel Lazio vengono prodotti ogni anno poco meno di 4 milioni di quintali di latte bovino (514.073 in provincia di Viterbo). Le aziende titolari di quote latte sono complessivamente 1.627 (137 in provincia di Viterbo). La produzione media per azienda è di 2.441 quintali l’anno. Molto più alta quella delle aziende viterbesi, che dispongono di 8.056 capi: 3.752 quintali. Secondo l’assessore Birindelli l’intesa di oggi “è di portata storica” e conferma “il grande lavoro di supporto e coordinamento svolto dalla Regione Lazio, che già nel luglio scorso era stata la prima in Italia a concludere la trattativa”.

Secondo le associazioni dei produttori, però, quanto deciso oggi non basta a far uscire il settore zootecnico dalla crisi in cui versa.

“Abbiamo firmato per senso di responsabilità - dice Massimo Gargano, presidente di Coldiretti Lazio - ma non siamo ancora soddisfatti del prezzo che, a nostro giudizio copre soltanto i costi di gestione''.

Ad avviso del presidente regionale della Cia Alessandro Salvatori “l’accordo garantisce finalmente un aumento del prezzo del latte alla stalla che si avvicina alle richieste degli addetti ai lavori. L’intesa - aggiunge - è stata frutto di un lungo confronto tra produttori e industria, sul quale la Regione Lazio ha svolto un ruolo positivo”. Ad avviso di Salvatori, però, il settore zootecnico da latte del Lazio ha bisogno di abbattere notevolmente i costi di produzione, in parte dovuti alla burocrazia, “perché puntando esclusivamente sull’aumento del costo alla stalla e, quindi al consumo, si rischia di finire fuori mercato”.

La Cia chiede infine, sia garantito anche per il futuro il ruolo fondamentale della Centrale del latte di Roma. “Non chiediamo - conclude Salvatori - di tornare alla gestione pubblica del passato, ma vorremmo avere un interlocutore certo e affidabile”.






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