ANNO 16 n° 274
Regionali: banco di prova per Egidi (Pd)
Segretario provinciale a tutto campo sulle prossime scadenze elettorali
29/12/2017 - 01:56

di Monica Di Lecce

VITERBO – Il 2017 sta per andare in soffitta portando con sé anche diverse esperienze amministrative arrivate a fine corsa. Più che all’anno che va, gli occhi di molti sono puntati sul 2018 e sulle prossime scadenze quando gli elettori della Tuscia saranno chiamati a rinnovare, oltre che Senato e Parlamento, il consiglio regionale del Lazio prima, e poi alcune amministrazioni comunali, Viterbo in primis. Ed è questo il momento in cui la politica, forse, suscita più interesse, non fosse altro per il toto candidati che accende ambizioni, dibattiti e aspettative e - perché no? - anche critiche.

Se per le comunali è ancora un po’ presto, per le regionali è già cominciata la corsa alla Pisana e c’è chi come il segretario provinciale Pd, Andrea Egidi, da qualche giorno ha ufficializzato la propria candidatura con Zingaretti.

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Dopo tanti anni nella segreteria provinciale arriva la sua candidatura alle regionali. Un percorso che ricorda un po’ quello del suo predecessore Giuseppe Parroncini…

''Il paragone mi rende onorato visto che Peppe rappresenta un pezzo importante della storia della sinistra viterbese. Meglio non fare paragoni eccessivi, io non ho l'autorevolezza di Parroncini, mi sento decisamente meno importante di lui, anche se il percorso è simile. Anche io come lui ho diretto per anni la federazione ma c'è una differenza e cioè che prima se si metteva a disposizione il segretario non si discuteva, si sosteneva, oggi non è più così. Diciamo che la modernità in politica ha portato pure questo aspetto''.

Vedi fotoPerché la decisione di scendere in campo alle Regionali proprio adesso che il percorso sembra più difficile: una nuova legge elettorale, l’abolizione del listino e in tanti che ambiscono al consiglio regionale?

''Considero la nuova legge un fatto straordinario in termini di miglioramento della democrazia. Si cancella l'odioso listino di nominati e si inserisce la seconda preferenza di genere, avremo un consiglio regionale più libero ed autonomo da certi condizionamenti, aumentando la rappresentanza degli eletti sul territorio. Sul resto, non ho fatto la valutazione in base alle convenienze ma sentito l'esigenza di metterci la faccia. Credo che il nuovo governo Zingaretti abbia bisogno di un impianto fortemente politico a differenza di questi cinque anni in cui ci siamo affidati di più ai tecnici''.

Zingaretti ha detto che i consiglieri uscenti saranno ricandidati, la impensierisce la sfida con gli uscenti?

''Il presidente è giusto che faccia le sue valutazioni poi saranno le direzioni provinciali a fare le liste e la direzione regionale ad approvare il tutto con voto definitivo. Non sono affatto impensierito''. 

Se fosse eletto che cosa succederà rispetto al suo ruolo di segretario provinciale Pd?

''Si vedrà ma credo che in quel caso sarebbe più che doveroso considerare conclusa la mia esperienza da segretario provinciale. L'assemblea provinciale sarà nelle condizioni di fare le proprie scelte e quindi eleggere un nuovo segretario, visto che sarà ancora legittimata a farlo''.Vedi fotoVedi fotoVedi foto

L’onorevole Fioroni nei giorni scorsi ha ribadito la massima disponibilità per la campagna elettorale di Zingaretti “ma – ha detto – dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo” e poi, in caso di vittoria ha rivendicato “pari dignità” “di chi è amico e chi non lo è”. Quanto le divisioni interne al Pd possono influenzare questa  campagna elettorale?

''Il punto è che non si può leggere questa fase con le lenti delle scelte congressuali di ognuno di noi. Sono più chiaro, io ho sostenuto Renzi ed ho un rapporto diretto con Orfini ma pretendo di avere lo stesso rapporto politico con il presidente, come quelli che hanno seguito le indicazioni congressuali di Zingaretti. Credo si tratti di questo, ma questi aspetti non interessano i cittadini quindi vorrei evitare di parlarne''. 

Cosa pensa rispetto all’election day? Con tutta probabilità il 4 marzo si voteranno insieme politiche e regionali. Qualcuno nei giorni scorsi ha detto che l’effetto anti-Renzi potrebbe danneggiare alle Regionali candidati forti come Zingaretti. Che cosa ne pensa?

''Credo che sia una visione miope e dannosa anche per il risultato delle regionali. Quest'anno non abbiamo più i governi di Comuni come Roma o molti altri dell'area metropolitana. Inoltre Frosinone e Rieti stanno a destra, dei grandi centri resta Latina, con una amministrazione che non è di destra e la città di Viterbo con noi. 

Ciò significa che il voto risentirà molto del clima politico generale e continuare a dire che il Pd va bene alle regionali mentre alle politiche fa schifo non credo sia un gran messaggio,  anche per le regionali stesse, sia chiaro che si vince per un voto in più.

Stavolta il voto alle regionali per noi sarà meno costruito sul rapporto con il governo locale e più di carattere politico. 

Il Pd consegna al paese un pacchetto di riforme mai viste fino ad ora, sarebbe utile che tutti lo comincino a dire, senza vergognarsi e senza dare l'idea di un provincialismo per il quale c'è sempre qualcosa a livello locale che è meglio di Renzi e del partito democratico nazionale’’.

 

Il 2018 è anche l’anno delle amministrative. Il centrosinistra saprà mantenere il Comune di Viterbo?

''Credo ci siano le condizioni per vincere e continuare a governare. Per noi Viterbo resta l'obiettivo vero. Certo che risentirà, votando a maggio, del clima generale e dell'esito delle regionali, come del resto cinque anni fa. Michelini fu eletto sindaco anche grazie alla spinta di Nicola Zingaretti appena eletto alla regione''.

Un sondaggio pubblicato mercoledì da alcuni organi di informazione, commissionato dal Partito democratico, parla di un Pd che viaggia bene in città meno bene in provincia. Secondo lei perché?

''Con tutto il rispetto per gli analisti siamo già consapevoli che in alcune zone si soffre ed evidentemente dovremmo tenere conto di questo nelle nostre scelte. Ciò che mi preoccupa è che sempre di più in alcuni centri si sta consolidando un voto di carattere personale. Se da un lato è un bene perché dimostra la forza dei nostri leader dall'altro si deve prestare attenzione perché così rischia di svanire il nostro rapporto politico con queste terre. È un punto serio questo che fa i conti con una battaglia politica per rafforzare il Pd prima di ognuno di noi''. 

Siamo a fine anno, un bilancio del 2017….

''È stato un anno molto difficile ma credo positivo. Chiudiamo la legislatura con risultati positivi, motivo in più per fare la campagna elettorale e sostenere che l'unica proposta credibile per il paese è il Pd. Il Lazio chiude la stagione dell'emergenza, specie in materia di sanità, e possiamo programmare una nuova stagione per la regione. Gli altri urlano e dicono bugie, noi costruiamo il futuro''. 

Un auspicio per il 2018

''L'auspicio è di vincere e continuare a governare per il bene di queste terre e del Paese. Se poi andremo alla Pisana meglio ancora. Ma questa è un'altra faccenda, per certi versi''.






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