ANNO 16 n° 267
Referendum sulla riforma della magistratura, nasce a Civita Castellana il comitato “Società civile per il NO”
Associazioni, sindacati e forze politiche uniti contro la modifica costituzionale
11/02/2026 - 12:56

 

CIVITA CASTELLANA – Si è costituito a Civita Castellana il comitato territoriale 'Società civile per il NO' al referendum confermativo sulla riforma della magistratura, su proposta della sezione ANPI 'Carla Capponi' di Civita Castellana. L'iniziativa nasce dall'esigenza di mobilitare la cittadinanza di fronte a una modifica costituzionale che, secondo i promotori, rischia di compromettere i fondamentali equilibri democratici previsti dalla Costituzione repubblicana.

Il comitato riunisce un ampio e trasversale fronte di associazioni, sindacati, movimenti politici e realtà della società civile, dimostrando come la difesa dell'autonomia della magistratura trascenda gli schieramenti ideologici e rappresenti un valore fondante della democrazia. Hanno aderito all'iniziativa: ANPI – Sezione 'Carla Capponi' di Civita Castellana, SPI – CGIL, FILCTEM – CGIL, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Movimento Cinque Stelle, Legambiente, Rete NO BAVAGLIO Viterbo, ANPI Studenti Viterbo, Giovani Democratici Viterbo

Perché il NO alla riforma? Secondo i componenti del comitato, la riforma in votazione non affronta i veri nodi della giustizia italiana – tempi processuali, carenza di personale, precariato amministrativo, farraginosità delle normative, – ma interviene invece sull'organo di garanzia dell'indipendenza della magistratura, indebolendo il potere giudiziario con squilibrio a favore del potere esecutivo esercitato dal Governo In particolare, si contesta: la subordinazione del Consiglio Superiore della Magistratura a logiche di maggioranza politica, quale organo di autogoverno di tutti i magistrati, con la creazione di un Alta Corte disciplinare senza previsione di ricorso in cassazione contro le sanzioni - e di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici, sorteggiati e non più eletti, con il fine di indebolire e subordinare i due CSM, soprattutto quello dei pubblici ministeri, a logiche di maggioranza politica; il rischio di condizionamento del potere giudiziario da parte dell'esecutivo, con conseguente alterazione dell'equilibrio tra i poteri dello Stato; l'assenza di interventi concreti e di finanziamenti per ridurre le lungaggini dei procedimenti penali e delle cause civili, rafforzando nel contempo garanzie e diritti dei cittadini.

Il comitato condivide il pensiero del Prof. Barbero: «Il referendum non è sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici. Quella di fatto c'è già. Al centro della riforma c'è la distruzione del Consiglio superiore della magistratura così come era stato voluto dall'Assemblea costituente». Il comitato annuncia una serie di iniziative pubbliche sul territorio– assemblee, dibattiti e incontri nelle piazze – per informare i cittadini sui contenuti della riforma e raccogliere adesioni alla campagna per il NO. «Facciamo del referendum un'occasione per riaffermare con forza i valori fondanti della nostra Costituzione e per rilanciare la partecipazione democratica dei cittadini», conclude il comunicato.






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