ANNO 16 n° 272
Referendum costituzionale: ultimi giorni per decidere
22/11/2016 - 14:59

Mancano ancora pochi giorni all’arrivo della fatidica data del voto per il referendum costituzionale. Il 4 dicembre tutte le persone che ne hanno il diritto sono chiamati alle urne per esprimere la propria preferenza in merito al quesito referendario seguente:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»

Gli italiani dovranno barrare secondo le loro preferenze e opinioni la casella del Sì o del No. Segnando con una croce il Sì il cittadino approverà le modifiche alla legge costituzionale, accettando tutte le 36 modifiche proposte dal Governo Renzi. Scegliendo il No invece il cittadino rifiuterà che la Costituzione venga cambiata e il testo di legge rimarrà invariato.

Trattandosi di un referendum confermativo la popolazione è chiamata ad accettare in toto le modifiche, non è possibile pertanto approvare solo parti della riforma al contrario di quanto accade nei referendum di tipo abrogativo. Quello del prossimo 4 dicembre è infatti un referendum unico nel suo genere.

Un’altra caratteristica di questo referendum costituzionale è che non prevede il raggiungimento di un quorum. L’approvazione o la non approvazione della riforma in oggetto avverrà qualunque sia il numero di partecipanti al voto. Se a prevalere saranno i Sì la nuova riforma modificherà il testo della Costituzione, mentre al contrario nel caso vinceranno i No la legge non subirà variazioni e verrà mantenuta identica.

Il referendum costituzionale propone delle importanti modifiche al potere legislativo del Paese che diverrà materia della Camera, snellendo le procedure di navetta per l’approvazione tra Camera e Senato. Il testo propone anche una riduzione consistente dei Senatori da 315 a 100 componenti. I 100 componenti saranno scelti tra rappresentanti delle Regioni e Sindaci, percepiranno unicamente lo stipendio previsto dalla loro carica, ma acquisiranno immunità e rimborsi spese.

Altro tema toccato dalla riforma è la modalità per la presentazione di un referendum e di un’iniziativa legislativa popolare. Il nuovo testo prevede l’aumento delle firme richieste per la proposta, ma garantisce la presa in considerazione del referendum e delle iniziative popolari in tempi certi.

Per contribuire a ridurre le spese parlamentari, la riforma costituzionale prevede la cancellazione delle Province dalla Costituzione per poter arrivare alla loro abolizione. Inoltre viene soppresso il CNEL.






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