


ORTE - A Orte, nel pieno della campagna per il referendum del 22 e 23 marzo, si sta verificando un episodio tanto semplice nella sua dinamica quanto grave nella sua sostanza. Gli spazi pubblici destinati alla propaganda elettorale non sono zone franche, ma aree regolate, numerate e assegnate per garantire un principio cardine della democrazia: la parità di condizioni tra le diverse posizioni in campo.

Tuttavia, la documentazione fotografica raccolta racconta secondo Massimo Erbetti del Movimento 5stelle, una realtà diversa. Diversi manifesti di Fratelli d’Italia, schierata per il 'Sì', risultano affissi su pannelli contrassegnati esplicitamente dalla dicitura 'SPAZIO NON ASSEGNATO'. Non si tratta di una critica politica astratta, ma di un’occupazione materiale di superfici che dovrebbero restare vuote.
La Deliberazione di Giunta Comunale n. 12 del 19/02/2026 del Comune di Orte è chiara. Gli spazi di propaganda sono ripartiti in sei sezioni e assegnati rigorosamente su un’unica linea orizzontale secondo un ordine preciso:
Partito Democratico
Movimento Cinque Stelle
Comitato promotore 15 per il No
Forza Italia
Fratelli d’Italia
Comitato Sì Riforma
Le immagini scattate su più pannelli mostrano invece i manifesti 'VOTA SÌ' con logo di Fratelli d’Italia collocati dove non dovrebbero stare. Quando la propaganda ignora le autorizzazioni e i confini stabiliti, smette di essere informazione e diventa alterazione delle regole del gioco.
La propaganda elettorale non è una prova di forza a chi occupa più metri quadri. Chi 'allarga' arbitrariamente il proprio spazio commette tre scorrettezze:
Riduce la visibilità altrui, alterando la percezione dei cittadini.
Viola il principio di equità, fondamentale in ogni consultazione referendaria.
Trasforma un diritto in un abuso, ignorando le procedure amministrative.
In qualità di Coordinatore del Movimento 5 Stelle per la provincia di Viterbo, chiedo formalmente al Comune di Orte e agli uffici preposti:
Una verifica immediata dei pannelli e delle sezioni assegnate.
La rimozione delle affissioni irregolari presenti su spazi non assegnati o non spettanti al soggetto che le ha apposte.
Il ripristino della parità tra tutti i comitati e i partiti coinvolti.
L'applicazione delle sanzioni previste qualora le irregolarità fossero confermate.
La correttezza democratica non è una questione 'contro' qualcuno, ma un valore a tutela di tutti. Sostenere il 'Sì' o il 'No' è un diritto, farlo fuori dagli spazi consentiti è una furbizia che, in democrazia, non può essere tollerata.