ANNO 16 n° 276
Referendum - La Tuscia, con il 58,60%, sopra
la media nazionale
Festeggiamenti in piazza del Plebiscito
13/06/2011 - 18:45

I sostenitori del “Sì” non ci speravano nemmeno lontanamente. Per loro a Viterbo e in buona parte della provincia, ritenute una sorta di Vandea, il quorum ai referendum non sarebbe mai stato raggiunto o, nella più ottimistica delle ipotesi, sarebbe stato acciuffato per il rotto della cuffia. Invece, toh, i cittadini li hanno voluti stupire con un’affluenza alle urne del 58,60 nei due quesiti sull’acqua, del 58,56 sul nucleare e del 58,49 sul legittimo impedimento. In media oltre un punto oltre l’affluenza nazionale che, a scrutinio quasi ultimato, oscilla tra il 56,98% del legittimo impedimento al 57,03 dell’acqua, passando per il 56,99 del nucleare.

Il Viterbese, dove non sono ancora del tutto rimarginate le “ferite” della precedente esperienza nucleare, con la centrale di Montalto di Castro bloccata dal referendum popolare del 1987, quando al costruzione era arrivata a circa il 90% ed erano stati spesi oltre 20mila miliardi di vecchie lire, una parte non indifferente dei quali in mazzette e corruttele varie, si è mobilitato quasi in massa per ridire “no” all’atomo.

Qualcuno, sbagliando, potrebbe pensare che si tratti di una vittoria attribuibile in qualche misura anche ai partiti del centrosinistra che, ufficialmente, erano schierati per il “sì” su tutti i fronti referendari. Ma a ben vedere non è affatto così. Uno dei principali ''azionisti'' del Pd, Ugo Sposetti, è infatti catalogabile nella lunga lista degli sconfitti. Egli non ha fatto mai mistero di essere favorevole all’energia atomica. Già in occasione del referendum del 1987, quello indetto dopo il disastro di Chernobyl , si vantò di essere stato uno dei pochissimi italiani che votò “no”, cioè “sì” al completamento e all’entrata in esercizio della centrale di Montalto di Castro, per la quale, tra l’altro, come presidente della Provincia, era stato uno dei firmatari della convenzione con l’Enel che dava il via ai lavori.

Ancora più sorprendente e il mare di “sì” con cui i viterbesi, nonostante l’esperienza della Talete Spa non sia delle più esaltanti, hanno detto “no” alla privatizzazione dei servizi di captazione, distribuzione e depurazione delle acque. Una circostanza, quest’ultima, che dovrebbe far riflettere quanti, da destra a sinistra, vorrebbero seppellire la Talete per affidare il servizio a un’altra società. Magari la romana Acea, con la quale, in tempi relativamente recenti, vari personaggi, dagli opposti schieramenti, hanno avuto contatti informali per sincerarsi sull’eventuale fattibilità dell’operazione. Al contrario, il risultato ridà fiato e vigore ai “vogliofortisssimamentevoglio” della gestione pubblica. In primo luogo al sindaco di Corchiano Bengasi Battisti e ai suoi colleghi che, fin da subito, hanno sostenuto l’ipotesi Talete.

Il voto sul legittimo impedimento, infine, dimostra che almeno il 15-20% dell’elettorato del centrodestra non gradisce le leggi ad uso personale che il premier Silvio Berlusconi si è fatto approvare. E’ chiaro che il centrosinistra nella Tuscia è abbondantemente al di sotto del 58,49% ottenuto dai “sì” sull’argomento. A livello locale il risultato dovrebbe far capire qualcosa al duo M&M (Marini e Meroi), che non direbbero una frase di dissenso verso il capo supremo nemmeno sotto tortura. Per non parlare poi dei sedicenti Quarantenni, che della fedeltà cieca e assoluta al lider maximo e a tutti i suoi adulatori hanno fatto un credo.

In definitiva, se nessuno o quasi a sinistra può attribuirsi il risultato referendario, a destra, però dovrebbero farsi carico, almeno in parte, della sconfitta subita. Se non altro perché i vertici del centrodestra viterbese hanno disertato in massa le urne credendo che il popolo li avrebbe seguiti ciecamente. Un esempio per tutti: a Proceno, paese di cui è stato sindaco per due legislature il quarantenne (si fa per dire) consigliere regionale Francesco Battistoni, è stata del 67,05%, tra le più alte della provincia. E il sì ha ottenuto il 98,26%.

AFFLUENZA QUESITO 1 (58,60%)

AFFLUENZA QUESITO 2 (58,60%)

AFFLUENZA QUESITO 3 (58,56%)

AFFLUENZA QUESITO 4 (58,49%)

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