



CIVITA CASTELLANA - Sostenibilità e riduzione del consumo di acqua sono gli obiettivi che da anni contribuiscono a rendere il distretto industriale civitonico sempre più all'avanguardia. All'uso dei pannelli fotovoltaici per l'ottimizzazione dei consumi elettrici e alla costante innovazione tecnologica utile sul piano della sostenibilità per l'efficentamento dell'economia circolare, si è recentemente aggiunto un progetto per il recupero delle acque di lavorazione realizzato dalla ceramica Flaminia, completamente eco-friendly.
Si tratta dell'istallazione di un nuovo impianto di ultrafiltrazione prodotto dall'azienda Sacmi, leader mondiale nella fornitura di tecnologie avanzate per il settore ceramico, ubicato in prossimità dei capannoni aziendali. Un macchinario di ultima generazione a cui spetta il 'lavoro sporco' di trattare le acque reflue derivanti dalla produzione ceramica e rimetterne in circolo il maggior quantitativo possibile evitando sprechi e l'uso di agenti chimici.
'Il funzionamento di questo impianto - spiega Augusto Ciarrocchi, presidente dell'azienda ceramica - è assolutamente innovativo in quanto non richiede l’aggiunta di additivi chimici che tradizionalmente vengono utilizzati nei processi di decantazione e separazione solido-liquido. Ma è basato su un processo bistadio dove, in una prima fase, è previsto un pretrattamento del refluo per ottenere una prima sedimentazione, a cui segue una fase di ultrafiltrazione a membrane appositamente progettate. In questo modo l'acqua recuperata che, nel caso specifico, raggiunge oltre il 90% in volume dei 5mila metri cubi trattati, può essere impiegata per tutti gli utilizzi idonei nel processo produttivo del sanitario mentre il precipitato solido in essa contenuto, che prima rappresentava un semplice rifiuto da smaltire, può essere riutilizzato direttamente nell’impasto, un processo fondamentale nell'ottica dell'economia circolare.
'L'obiettivo finale - conclude Ciarrocchi - è quello di estendere la capacità di questo impianto fino ad esaurire l’intero fabbisogno della fabbrica nel trattamento e recupero delle acque reflue, abbattendo così l’utilizzo di acqua di falda'.
Un deciso passo avanti nello sviluppo sostenibile del territorio, a sicuro vantaggio dell'economia e soprattutto dell'ambiente che, grazie a progetti mirati e innovativi, contribuisce a rendere il distretto civitonico sempre più virtuoso.