ANNO 16 n° 271
Recovery plan, numeri che aspettano conferme
''A volte si parla molto senza conoscere la materia''
29/04/2021 - 12:27

Massimiliano Morelli 

Alla domanda “cosa è il “Recovery plan?” il ragionier Ugo Fantozzi risponderebbe “dicesi Recovery plan” e si fermerebbe un attimo dopo, incarcando la nuca sul collo, abbassando lo sguardo, magari intrecciando le dita. Credo mi comporterei in maniera simile, non essendo un tecnico della materia. Così mi faccio aiutare dalla Rete e scopro che il Recovery Plan italiano si sviluppa in 6 missioni, i cui interventi sono stati definiti una prima volta dall’ex Governo-Conte a gennaio. Il testo è successivamente passato al vaglio del Parlamento con approdo in Consiglio dei Ministri del nuovo Governo Draghi il 24 aprile 2021, per l’approvazione definitiva entro aprile. Siamo schietti, si parla molto (e forse troppo, senza conoscere la materia) di Recovery Plan, che destina 57,5 miliardi di euro alla transizione ecologica, il 38%. Le poste più importanti riguardano il trasporto locale (10,18 miliardi), le rinnovabili (6,7) e l’efficientamento energetico degli edifici attraverso il superbonus al 110% (10,26). Tutte le assegnazioni sono accompagnati dalla previsione di riforme delle procedure autorizzative. Perché si vuole evitare quello che il ministro Cingolani ritiene il rischio più grosso: non riuscire a fare le opere complici le lungaggini burocratiche. Per il trasporto locale sono previsti oltre ventimila punti di ricarica elettrica pubblica; poi ci sono sul piatto della bilancia 5.540 bus a gas o elettrici, 53 treni elettrici e 100 carrozze con pannelli fotovoltaici, 3.600 mezzi elettrici o a gas per i Vigili del fuoco. Numeri, che fanno pensare in grande, ma che devono essere confermati dai fatti.

 






Facebook Twitter Rss