



VITERBO - La fascinazione per gli elettrodomestici, in passato più ingombranti e meno automatici nel funzionamento, deriva da quella voglia di nuovo che nessuno sa scrollarsi di dosso quando il mercato si popola e la vita quotidiana è facilitata in virtù del progresso.
Non sempre, però, un ausilio che fa capo al mondo tecnologico è di poco intralcio e scarso impatto sulle emozioni: nessuno ha ricette segrete per limitare gli utilizzi compulsivi; gli esperti sono concordi nel suggerire un sano equilibrio, ma le persone che acquistano i prodotti – gli utenti, in un gergo burocratico talvolta invadente – mantengono lo scettro dei loro consumi, qualche volta volando in bilico tra entusiasmo e sfrenatezza. Come aiutare chi si serve di un oggetto a non badare all’oggetto stesso, se non per il tempo di utilizzarlo?
È semplice: ritornando a vivere. A godersi le risate di un figlio, le risposte genuine di un genitore, un tiramisù cucinato per far colpo, una fiamminga di lasagna il cui sapore, condiviso con chi si ama, sembra inedito già al primo assaggio. Candy e i suoi elettrodomestici rispondono in pieno a questa necessità, tranquillizzando chi li adopera nelle sue giornate più full.
Lo spot si apre con un motivo di esordio che evoca austerità, mentre alcuni strumenti di utilizzo quotidiano (un forno, una lavatrice, una lavastoviglie e un frigorifero) vengono annunciati con le inquadrature. Un bimbo che si prepara i pancake, tutto meno che un soggetto pubblicitario imperioso, è introdotto dalla voce dello speaker, che richiama la domenica mattina in famiglia.
Lo speaker continua: “…e il lunedì al lavoro. Per gli spuntini e le serate speciali. Per chi non sa aspettare. Per chi non vuole aspettare. Per chi sa condividere e per chi… Ops!”. Tra pirofile di pasta al forno da sogno, dolci sprint scucchiaiati da una tenera coppietta e ordinari disastri culinari, il toccasana per il sorriso sembra essere la contemplazione di quei piccoli attimi fugaci di cui spesso ci si dimentica, per disperdere le proprie attenzioni tra quel microonde impazzito e quel mixer che farebbe dannare anche il più placido food blogger.
Tavolate con parenti all’italiana, bellimbusti che armeggiano con bevande da frullare e maglie colorate di artisti in erba nel pieno dei “terrible twos” mostrano che c’è sempre un’alternativa al sovraccarico, sia esso di istruzioni per accendere un forno o di costanti impegni che non lasciano scampo allo svago. In fondo, il pilastro di una famiglia felice è proprio questo: esserci tra mille cavilli, trasmettendo l’amore per chi è accanto e per il proprio appagamento.
Certo, nessuna lavastoviglie potrà sostituirsi all’entusiasmo di un bambino che sperimenta la pulizia dei piatti, così come un libretto esametrico di accorgimenti avrà sempre l’antico appeal di un quotidiano che sa di attesa, di torte alle mele dalla crosta friabile e decisamente controcorrente. A quando, però, un appuntamento con questo passato?
Segniamolo in agenda (no, non nel bullet planner, certe cose richiedono tempo): a quando la pianteremo di evitare l’imperfezione, piuttosto che il suo contrario. Il claim lanciato da Candy, #ReadyToLive, rende giustizia a questo sforzo spontaneo.