ANNO 16 n° 273
Rapisce la figlia
dalla casa famiglia
e scappa in treno:
a processo
20/11/2016 - 02:02

VITERBO – Avrebbe rapito la figlia da una casa famiglia a cui era affidata, poi sarebbe scappato in treno per far ritorno a casa. Peccato che un ordinario controllo da parte del capotreno a Orte abbia fatto saltare completamente il suo piano. A.K., assieme alla compagna e alla figlioletta di 5 mesi viaggiavano, infatti, senza biglietto. Immediata la chiamata alla polizia ferroviaria e il loro trasferimento in caserma per i controlli del caso. Primo tra tutti, l’identificazione.

''Li abbiamo portati in caserma – ha spiegato in tribunale uno dei poliziotti – perché rimanere in stazione era impossibile: era febbraio. Ricordo perfettamente, il primo febbraio del 2015. Faceva freddo. La piccola aveva bisogno di stare al caldo''.

Dopo l’inserimento dei dati nel sistema, la scoperta. ''Sull’uomo e sulla donna pendeva un’ordinanza del tribunale dei minori di Roma: avevano sottratto la figlia dalla casa famiglia a cui era affidata - seguita il racconto -. Senza alcun permesso. Erano entrambi ricercati. Ma fino a quel momento non ne avevamo la minimo idea''.

E A.K., oggi imputato, deve aver realizzato di essere stato scoperto, data la sua improvvisa e violenta reazione. ''Ha visto che guardavamo lo schermo del computer e parlavamo tra di noi – ha proseguito il poliziotto – deve aver capito che avevamo scoperto tutto. Si è alzato, ci ha aggredito. Ha addirittura dato un morso a un mio collega. Voleva scappare. Siamo riusciti ad impedirglielo''.

Denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni gravi, ora è a processo. Mentre la piccola è stata data in affidamento ad una nuova struttura a Narni. Si tornerà in aula il prossimo 4 ottobre.






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