ANNO 16 n° 272
Rapinato e picchiato a 86 anni, tra sei uomini non riconosce il suo aggressore
La parte civile: ''Era lui, lo aveva descritto perfettamente, ma oggi il suo aspetto č cambiato''. Immediatamente assolto e scarcerato il ragazzo
23/10/2019 - 06:45

VITERBO – (b.b.) Rapinato e poi aggredito a suon di pugni in faccia a 86 anni da un giovane ''moro, con la barbetta nera, magro e non molto alto'', che ''dopo avermi caricato in auto le cassette della frutta, con un gesto rapidissimo mi ha sottratto il portafogli ed è scappato via, insieme ad un altro ragazzo, a bordo di un furgoncino bianco''.

Non aveva avuto dubbi davanti ai carabinieri e davanti ai giudici all’udienza di inizio settembre, su chi fosse stato ad aggredirlo il 13 aprile del 2018: ‘’Una faccia che non scorderò mai’’, aveva sottolineato l’anziano, che ieri mattina, in aula di fronte al collegio, ha dovuto compiere un riconoscimento diretto del proprio aggressore.

Sei uomini di media statura, mori, con la barba in piedi davanti alla corte e, tra questi, in mezzo, il presunto autore della rapina e del pestaggio. ''Non c’è'' ha dichiarato l’86enne senza tentennamenti.

Un mancato riconoscimento diretto che, nonostante la precedente identificazione fotografica, ha costretto anche il pubblico ministero a chiedere l’assoluzione per il giovane imputato, in carcere dal momento dell’arresto.

''E’ passato più di un anno dall’aggressione, nel corso dei mesi è stato colpito da svenimenti e piccole ischemie – ha tentato di sottolineare l’avvocato di parte civile – in più, rispetto alla foto del presunto responsabile che venne mostrata all’anziano subito dopo la rapina, l’imputato è dimagrito e ha cambiato taglio di capelli e di barba''.

Mancando il riconoscimento diretto del presunto responsabile, il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei ha immediatamente dichiarato assolto il giovane per non aver commesso il fatto e stabilito la sua scarcerazione.

Dopo la rapina, l’86enne non si sarebbe comunque perso d’animo: ''Dentro il portafogli c’erano oltre 500 euro di grosso taglio da poco ritirati, e così sono salito in macchina e ho iniziato a seguirli''.

Un inseguimento in Superstrada a bordo della sua Fiat 500, che però non sarebbe durato a lungo. ''Li ho raggiunti, mi sono sfuggiti una prima volta – aveva spiegato al collegio a settembre – poi li ho avvicinati di nuovo. È stato allora che si sono fermati, sono scesi, hanno aperto lo sportello della mia auto e uno di loro ha iniziato a colpirmi''.

Fino a lasciarlo a terra sull’asfalto della Superstrada di Orte. Un’aggressione, che, dopo l’assoluzione di ieri, resta senza responsabili.






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