

VITERBO – ''Sono entrati e hanno urlato ''Fermi tutti! Questa è una rapina’’. Sembrava di stare in un film: avevano i volti coperti da sciarpe e indossavano occhiali e parrucche per non farsi riconoscere. Mi hanno portato nel caveau e hanno chiesto di aprirlo, fortunatamente la serratura impiega circa un’ora per sbloccarsi. Sono stati costretti a fuggire prima, portando con loro solo il denaro presente all’interno delle casse’’. A raccontare in aula la rapina subita il 19 ottobre del 2015, è uno dei dipendenti della Banca Unicredit di Faleria, presente nella filiale assieme ad un suo collega.
''Sono stati attimi di terrore, pensavamo fossero armati ma ne non avevamo la certezza – ha proseguito – uno di loro teneva le mani nella tasca del giacchetto.’’. All’interno della sede due dipendenti e sei clienti, otto persone in tutto, legate dai rapinatori alla braccia e ai piedi per impedire che si muovessero. Otto contro tre, i tre malviventi che oggi devono rispondere di rapina davanti al collegio di giudici presieduto da Silvia Mattei.
Due gli episodi di cui si sono resi protagonisti, oltre a quello di Faleria, anche uno a Oriolo Romano, messo a segno esattamente un mese dopo, il 19 novembre del 2015. Identico abbigliamento, identico modo di agire. ''Il primo dei tre che entrava nella banca si copriva il viso con un foglio bianco per evitare di essere ripreso dalle videocamere esterne – ha spiegato il maresciallo Angelo Ciardiello – una volta all’interno, aiutato dai suoi due complici a volto coperto, immobilizzava i presenti e si faceva consegnare tutti i soldi presenti nelle casse. Per poi dileguarsi su auto rubate.’’.
Due colpi, quelli per cui oggi si trovano a processo, da 15 mila euro ciascuno di bottino e che fortunatamente non hanno avuto conseguenze più gravi di quelle registrate.
''All’interno delle banche erano presenti alcuni clienti anziani – ha sottolineato il direttore dell’agenzia di Oriolo Romano – che hanno accusato malori non indifferenti: un uomo ha avuto un forte dolore al petto, ha rischiato che gli venisse un infarto. Per fortuna hanno evitato di legarlo, altrimenti sarebbe potuto morire.’’.
Incastrati e arrestati dai Carabinieri di Anagni, mentre tentavano di mettere a segno un terzo colpo, i tre rapinatori dovranno tornare in aula il prossimo 9 maggio.