

«Urlavano come bestie e spaccavano tutto, dicevano che ci avrebbero uccisi, avevo paura per me e per i miei genitori. Volevano i soldi, mio padre gli ha detto di prenderli e di non farci del male». Giovanni Valeriani, 49 anni, titolare di un negozio di elettrodomestici, fa fatica a ricordare la notte appena passata in ostaggio dei rapinatori, tre banditi incappucciati che parlavano con un forte accento dell’est, e sono scappati con oltre 15.000 euro.
I tre sono entrati l’altra notte nella villetta dei Valeriani a Marcellina, poco lontano da Tivoli, forzando la porta finestra della cucina. La villetta a due piani non ha un sistema d’allarme, «perché qui - dicono gli abitanti - di rapine in casa non ce ne sono mai state, ma dopo quello che è successo adesso abbiamo paura anche noi, e nessuno si sente più al sicuro».
La rapina di Marcellina, che ha molte analogie con quella di Perugia è avvenuta domenica notte: Giovanni e i genitori pensionati, dormivano al piano di sopra della costruzione che per metà ha ancora l’intonaco del rustico. I banditi li hanno svegliati con la luce di una torcia e legati con delle corde: «Eravamo ognuno nella propria stanza - racconta Giovanni - io sentivo le urla di mio padre che diceva ai banditi di prendere i soldi e di andare via, mia madre, 77 anni, piangeva, ero terrorizzato, avevo paura per me e per i miei. I rapinatori gridavano come bestie, urlavano minacce di morte, non so descrivere l’angoscia di quei momenti, ero immobilizzato dalle corde, non potevo muovermi e non sapevo cosa accadeva nella stanza dei miei genitori».
«Hanno distrutto tutto, lo hanno fatto per impaurirci, nessuno di loro ha mai tirato fuori la pistola, però erano di una violenza incredibile per quello che ci dicevano e per il tono della voce. Ripetevano che saremmo morti tutti. E anch’io, come mio padre, che ha 82 anni, gli ho detto che potevano prendersi i soldi e fare quello che volevano, basta che non ci facessero del male. Li sentivo muoversi per casa e sfasciare quello che capitava, poi tornavano nella mia stanza e in quella dei miei genitori e ci minacciavano di nuovo».
I rapinatori hanno preso gli oltre 15.000 euro che Giovanni e il padre Domenico tenevano nascosti in una cassettina sotto un materasso e sono scappati, ma prima hanno svuotato anche il frigo pieno di carne.Sulla rapina indagano i carabinieri della compagnia di Tivoli guidata dal capitano Emanuela Rocca, gli esperti della scientifica stanno analizzando le eventuali tracce lasciate dai rapinatori.
I banditi indossavano i guanti, ma potrebbero avere lasciato qualche indizio. Secondo gli investigatori i banditi non sono entrati a caso nella villetta di via sotto Santa Maria delle Grazie: l’abitazione della famiglia Valeriani non è certo lussuosa, ed è anche tra le meno eleganti di questa strada alla periferia di Marcellina, che è quasi campagna. Ma Giovanni è conosciuto nella zona per via del negozio e i rapinatori probabilmente sapevano che lui e suo padre non avevano l’abitudine di custodire in banca i propri risparmi. Ieri sono stati ascoltati alcuni stranieri che frequentano la zona, e ai vicini è stato chiesto se negli ultimi giorni hanno notato facce nuove aggirarsi in zona.
«Di sicuro c’è un basista - dice Giovanni - qualcuno che ha passato ai banditi le informazioni su di noi e sulle nostre abitudini. Quei tre sono venuti sapendo già tutto su quello che avrebbero trovato». I banditi sono entrati nella villetta alle due del mattino, prima di scappare hanno staccato il telefono e portato via i cellulari per impedire alle vittime di chiedere aiuto. Giovanni si è liberato dalle corde tre ore dopo e ha dato l’allarme. «Spero che li prendano in fretta - dice Giovanni - sono persone troppo pericolose».
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