

di Andrea Stefano Marini Balestra
VITERBO - Il gip di Viterbo, Rita Cialoni, a seguito di un breve dibattimento, ha rinviato a giudizio Giuseppe Trovato e Antonio Loria accusati, il primo di essere il regista della rapina alla gioielleria Bracci ed il secondo, basista. Rinviata a giudizio anche Jenela Grancea per detenzione illegale di arma da fuoco, mentre a Loria, è stata confermata anche l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.
Il processo per tutti, prenderà avvio il 10 maggio 2022 davanti al Collegio presieduto dalla Dr.ssa Silvia Mattei
Come si ricorderà, in data 14 marzo 2018, verso l’ora di chiusura, due rapinatori, armi in pugno, fecero irruzione nei noti locali della gioielleria Bracci in piazza Verdi a Viterbo, mentre due donne all’esterno in auto facevano da palo. Dopo la rapina, che fruttò circa centomila euro, grazie al pronto intervento dei carabinieri i banditi in fuga furono bloccati sulla superstrada. Gli autori materiali della rapina, presto identificati in Ignazio Salone, Stefan Grancea e la sorella Elena, sono stati già condannati e stanno scontando la relativa pena.
Le indagini, però, portarono ad identificare anche il pianificatore ed il basista del colpo.
Così Giuseppe Trovato, il “noto” boss di Mafia viterbese, e Antonio Loria, insospettabile titolare di una pizzeria nel centro storico di Viterbo, sono stati indagati e ora rinviati a giudizio. Secondo la Procura Loria, grazie alla conoscenza che aveva con il titolare della gioielleria, era a perfetta conoscenza della situazione dei locali interni, quali il laboratorio e l’ufficio.
Trovato, invece, si sarebbe occupato della fase operativa della rapina utilizzando suoi uomini fidati, assicurando ai banditi il suo interessamento per la ricettazione della merce rubata.