

VITERBO - C’è anche un viterbese tra gli uomini arrestati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia con l’accusa di essere i responsabili della rapina al museo archeologico Palatino di Roma, avvenuta il 3 luglio 2011. Giuseppe De Paolis, 42 anni, è ritenuto uno degli esecutori materiali del colpo insieme al toscano Emanuele Spuntarelli.
Il pomeriggio del 3 luglio dello scorso anno i due, vestiti da insospettabili, in giacca e cravatta, e con i guanti per non lasciare le impronte digitali, entrarono in galleria. Informati sulla posizione delle telecamere di videosorveglianza da Donatello Gatti, il 44enne che all’epoca dei fatti lavorava come cassiere, si avvicinarono al complice senza farsi riprendere. Dopo aver recitato la parte con l’amico basista, si fecero consegnare l’incasso (circa 30mila euro) e fuggirono.
L’orario del colpo, avvenuto poco dopo le 18 del pomeriggio, 10 minuti prima del passaggio del portavalori per il ritiro dell’incasso quotidiano, fu scelto per consentire al cassiere-basista, che per disposizioni avrebbe dovuto tenere i soldi in cassaforte e non con sé allo sportello, di giustificarsi appunto con la necessità di prelevarli poco prima dell’arrivo dei vigilantes. A quasi un anno dalla rapina De Paolis e Spuntarelli sono stati raggiunti dal provvedimento in carcere in quanto sono detenuti per altri reati, mentre la mente, Ugo Vargiu, 46enne originario di Cagliari e il cassiere infedele, Donatello Gatti, 44 anni di Roma, sono finiti ai domiciliari.
Le indagini partirono a poche ore dal colpo in galleria quando durante un controllo stradale, in zona Trionfale, De Paolis fu trovato con 10mila euro, un casco e un paio di guanti sotto la sella dello scooter. Dopo vari accertamenti i carabinieri riuscirono a collegare l’uomo con il resto della banda, in particolar modo con il cassiere.
L’attività investigativa che ne seguì portò all’analisi di alcune intercettazioni telefoniche ma soprattutto di una fatta il 28 agosto del 2011 da Emanuele Spuntarelli a un’amica. L’uomo si tradì affermando: ‘’Non posso perdere il vizio di andare a fare le rapine. Ci ho messo un minuto a pigliarli. Dovevano essere 180', invitando poi la donna a digitare sul motore di ricerca Google le parole ‘’rapina museo palatino’’ per farle leggere gli articoli di giornale che erano stati pubblicati sul web. Grazie a questa intercettazione telefonica i militari dell’Arma sono riusciti a chiudere il cerchio ed avere la conferma che il colpo era stato messo a segno dai quattro.
Come detto, De Paolis e Spuntarelli sono stati raggiunti dal provvedimento in carcere, mentre Ugo Vargiu e Donatello Gatti sono finiti ai domiciliari.
Alessandra Pinna