ANNO 16 n° 269
Rapina al distributore di Montefiascone: il reo confesso pronto a testimoniare contro il complice
14/10/2025 - 11:03

MONTEFIASCONE - Sarà ascoltato in aula il prossimo febbraio il rapinatore che ha già ammesso le proprie responsabilità nel colpo messo a segno al distributore di carburante di via Santa Maria delle Grazie, a Montefiascone, il 13 ottobre 2023. L’uomo, che aveva agito insieme a un complice travestito da imbianchino, ha collaborato con gli inquirenti, ottenendo in cambio uno sconto di pena pari a un terzo, grazie al patteggiamento già divenuto definitivo.

Il testimone chiave dell’accusa sarà proprio lui, il bandito reo confesso, che durante le indagini ha indicato il nome del presunto complice e rivelato dove si trovava la pistola utilizzata durante la rapina.

Il procedimento a carico di D.M., difeso dall’avvocata Orietta Celeste, è proseguito ieri davanti al tribunale di Viterbo, con la pm Aurora Mariotti che ha ascoltato uno dei carabinieri coinvolti nell’inchiesta. L’investigatore ha confermato che, già nelle ore successive alla rapina, erano emersi riscontri concreti sugli autori del colpo.

A incastrare i due finti imbianchini è stata la Citroen C3 bianca usata per la fuga, risultata di proprietà della moglie del reo confesso. Nonostante l’applicazione di targhe rubate, il veicolo è stato riconosciuto grazie alle immagini di videosorveglianza.

“Dopo aver accompagnato la moglie al lavoro – ha spiegato il militare – l’uomo si è diretto al distributore per mettere a segno la rapina. Le targhe rubate erano nascoste in un magazzino al piano terra della sua abitazione, mentre le tute bianche da imbianchino sono state trovate in un cassonetto per gli indumenti usati. La pistola, invece, è stata recuperata nell’abitazione del presunto complice, che però l’ha descritta come una semplice scacciacani di libera vendita”.

Nonostante la violenza dell’azione, il colpo fruttò soltanto 400 euro, lo stipendio appena incassato dall’addetto al distributore, un giovane nigeriano che dopo la denuncia è diventato irreperibile.

Secondo quanto riferito dai carabinieri, i due banditi si erano lanciati a tutta velocità nel piazzale del distributore, aggredendo brutalmente l’operatore e costringendolo a inginocchiarsi, mentre uno di loro gli puntava la pistola alla testa.

Grazie alle riprese di videosorveglianza e al ritrovamento del materiale utilizzato per il travestimento, i carabinieri della compagnia di Montefiascone hanno identificato i responsabili in meno di tre settimane. Il 1° novembre 2023 la coppia è stata raggiunta da misure cautelari: obbligo di dimora per uno dei due e firma giornaliera in caserma per l’altro. Quest’ultima misura è stata revocata lo scorso 8 aprile.

Il processo proseguirà nei prossimi mesi, quando il reo confesso sarà chiamato a raccontare in aula la sua versione dei fatti, confermando o smentendo la responsabilità del presunto complice.




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