

VITERBO - E’ stato ricoverato dopo aver ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer. Un ragazzo di appena 19 anni si trova attualmente nel reparto di cardiologia dell’ospedale di Belcolle di Viterbo con una diagnosi di miocardite.Tuttavia le sue condizioni non destano particolare preoccupazione, né esistono al momento elementi che, nel caso specifico, possano in qualsiasi modo mettere in correlazione diretta la vaccinazione con l’infiammazione del muscolo cardiaco.
La miocardite è uno dei possibili (ma rarissimi) effetti collaterali del farmaco della Pfizer, motivo per cui, esattamente come previsto dai protocolli, la Asl ha subito segnalato il caso all’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, alla quale ora spetterà il compito di compiere tutti gli opportuni approfondimenti. Il caso del ragazzo di Viterbo secondo la Asl rischia di generare un inutile allarmismo. D’altra parte, gli scettici, così come in tutta Italia, anche nella Tuscia sono tanti, senza considerare i no vax ad oltranza. Un dato importante da sottolineare in proposito è che comunque tutti i casi riportati dalla letteratura scientifica di questi mesi relativamente alla miocardite parlano di infiammazione di modesta entità risolta in breve tempo con semplici cure mediche. E infatti anche la situazione del 19enne viterbese, fanno sapere dalla Asl, è in netto miglioramento e le sue condizioni cliniche non destano apprensione
La preoccupazione per gli addetti ai lavori è che simili notizie, date senza sottolineare la rarissima incidenza dei casi, possano frenare la campagna vaccinale tra i giovani. Per questo la direzione sanitaria locale rivolge un nuovo appello ai ragazzi che ancora sono sprovvisti di vaccino: “E’ importante che si continui con questa strategia. Per cui bisogna ribadire che vaccinarsi è l’unico modo che abbiamo per uscire dal pericolo Covid e per limitare i danni a lungo termine, anche e soprattutto per i giovani. Sono loro infatti che hanno ripreso praticamente la vita sociale di prima, seppur con tutte le accortezze, tornando quasi ai livelli pre Covid. Loro che tra l’altro si apprestano a tornare nelle scuole e nelle università a settembre”.