

VITERBO - La quarta edizione del Premio letterario nazionale intitolato al filologo Nicola Zingarelli, storico autore del primo vocabolario della lingua italiana, ha visto trionfare un giovane studente di Corchiano.
Raffaele Iezza, questo il suo nome. Un ragazzo attento, responsabile e sensibile, che frequenta la quarta classe del liceo scientifico di Civita Castellana.
La manifestazione, svoltasi sabato scorso, è stata organizzata dall'associazione culturale LiberaMente e dal Comune di Cerignola sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.
Il premio, conferito dal vicepresidente del parlamento europeo Gianni Pittella all’autore del miglior articolo di giornale dal titolo 'L'Europa e le sue parole', consiste in un viaggio a Bruxelles per conoscere da vicino la politica europea e il funzionamento delle istituzioni comunitarie.
Secondo il giovane vincitore, che proprio tra un anno partirà alla volta della capitale europea con l’europarlamentare Pittella, tre parole potrebbero identificare l’Europa: tolleranza, democrazia e solidarietà. Parole che spingono a diffondere sempre più libertà, eguaglianza, fratellanza e pace tra le nazioni e i popoli.
La tolleranza ha consentito di stemperare le divergenze politiche e religiose. Non solo. Ha creato le condizioni per lo sviluppo di una società fondata sul rispetto dei diritti dell’uomo e del cittadino. Ne è scaturita una società basata sia sulla garanzia delle libertà di pensiero, di parola, di opinione e di stampa, sia sulla possibilità di dialogo e di confronto tra le sue diverse e complesse componenti.
Una società che nel tempo ha saputo affermare il principio della separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, del suffragio universale e della democrazia. Inoltre, come sostenuto nel tema non può esserci democrazia senza solidarietà.
La solidarietà infatti consente di riconoscere l’altro come noi, favorisce il dialogo, la comprensione, la compassione e il rispetto profondo per le diversità culturali, predispone ad accogliere e curare, come pure a tenere conto delle esigenze delle fasce sociali più deboli. Parole importanti, dense di significato, quelle di Raffaele.
Tuttavia, le sue parole sono anche quelle di una comunità, quella di Corchiano, che da qualche anno a questa parte è tornata a considerarsi tale attraverso la buona pratica della partecipazione e della condivisione. L’amministrazione comunale pertanto non può che essere orgogliosa di questo suo giovane cittadino e, soprattutto, nutrire speranza perché sempre più ragazzi come Raffaele possano, con i loro pensieri e con le loro azioni, dare maggiore impulso alla creazione degli Stati uniti d’Europa.