

ACQUAPENDENTE – “Dedichiamo questo quarto posto a Marco Vittori”. Bastano poche parole ad Aurelio Terrosi, pronunciate durante il ritiro della coppa, per racchiudere l’anima più autentica del Gruppo Acquaviva alla Festa dei Pugnaloni.
Un momento semplice ma carico di emozione, che ha ricordato ancora una volta come il gruppo non dimentichi chi ha lasciato troppo presto un segno profondo nella comunità e nella storia pugnalonara aquesiana.
Dietro il quarto posto conquistato quest’anno non c’è soltanto il valore artistico del mosaico floreale presentato, ma anche una forte componente umana fatta di memoria, amicizia e appartenenza.
Tra le figure centrali del percorso creativo emerge quella del bozzettista Angelo Vitali, artista considerato da molti uno dei più innovativi e visionari interpreti della tradizione dei Pugnaloni.
Avveniristico nei tratti, moderno nei messaggi e mai monotono nelle sue intuizioni artistiche, Vitali ha spesso portato nelle sue opere temi e linguaggi capaci di anticipare sensibilità future, introducendo una sperimentazione forte e talvolta persino spiazzante.
Una ricerca artistica che, secondo molti componenti del gruppo, non sempre è stata pienamente compresa dalle giurie nel corso degli anni.
Durante la preparazione del Pugnalone, il pensiero degli aquesiani è andato anche a Cesare Goretti, amico storico del gruppo, con l’augurio di poterlo rivedere presto tornare a realizzare bozzetti e a offrire alla comunità nuove idee innovative e originali.
Il risultato ottenuto quest’anno assume un valore ancora più significativo perché segna il ritorno del Gruppo Acquaviva tra i migliori sei della manifestazione dopo ben diciassette anni.
Un traguardo raggiunto grazie a un’opera intensa e profondamente simbolica, accompagnata dalla relazione: “Qualcuno grida, sono le generazioni senza nome, quelle nate e cresciute in tempo di guerra. Non vogliamo rimanere indifferenti alle richieste di cura che si levano da ogni parte del mondo. ‘Eccomi’ è la risposta, come risponde Abramo, come risponde ogni madre alla richiesta del figlio”.
Parole che hanno dato ulteriore forza a un lavoro artistico capace di unire spiritualità, attualità e riflessione sociale. Nel racconto del gruppo trova spazio anche un sentito pensiero per Moreno Arcangeli, definito dagli stessi componenti “maestro pugnalonaro a 360 gradi”.
Un percorso il suo costellato di risultati importanti — due primi posti, un secondo, due terzi, due quarti, un quinto e un sesto posto — ma soprattutto caratterizzato dalla capacità di trasmettere esperienza, tecnica e spirito di gruppo.
Per Acquaviva, Arcangeli rappresenta molto più di un artista: un punto di riferimento umano capace di insegnare l’arte del mosaico floreale ma anche di alleggerire le tensioni nei momenti difficili, usando ironia e serenità quando i risultati non arrivano.
E forse è proprio questo il segreto che continua a rendere speciale il mondo dei Pugnaloni: la capacità di trasformare arte, memoria e comunità in qualcosa che va ben oltre una classifica.