

VITERBO – ''Questa casa è infestata. È piena di negatività''. Così, con la scusa di compiere riti voodoo per eliminare ogni sorta di energia negativa, avrebbe in più episodi maltrattato la cugina convivente. Ma non solo. Avrebbe anche imposto un regime dittatoriale, fatto di violenza e minacce per farsi consegnare ingenti somme di denaro.
Per questo, ieri mattina di fronte al gup Savina Poli, è stato rinviato a giudizio un nigeriano di 38 anni: il processo a suo carico, per lesioni gravi, maltrattamenti, estorsione e minacce, inizierà a ottobre.
''Consegnatemi quei soldi, statemi a sentire, altrimenti vi maledirò''. Forte di una grande influenza psicologica sulla cugina e sulle nipotine minorenni, spaventate dal mondo della magia nera, il 38enne avrebbe fatto da padrone all’interno delle mura domestiche.
Un’autorità fatta di prepotenza e violenza anche ai danni delle più piccole, per cui oggi la madre si è costituita parte civile nel processo.
Il più grave degli episodi, quello del 21 aprile del 2017: l’uomo avrebbe preso a calci e pugni la cugina, tirandole i capelli e trascinandola sul pavimento con una violenza tale da perforarle il timpano e provocarle vistosi ematomi intorno agli occhi.
Rappresentata in aula dall’avvocato Luigi Mancini è intenzionata ad avere giustizia. Anche a nome delle due figlie, rimaste traumatizzate da quanto vissuto. Il cugino della madre avrebbe compiuto davanti ai loro occhi macabri riti voodoo. Tra tutti, lo sgozzamento in cucina di alcune galline.
Una violenza psicologica e fisica per cui ora, dovrà rispondere davanti al tribunale viterbese.