

VITERBO - Continua lo scontro al calor bianco tra il direttore generale dell'Ater Ugo Gigli e Angela Birindelli, ex assessore regionale all'Agricoltura della giunta guidata da Renata Polverini. Quest'ultima ha infatti impugnato il provvedimento di licenziamento adottato nei suoi confronti dallo stesso Gigli. Provvedimento motivato con il fatto che la Birindelli, ingegnere, dipendente dell'Ater, avrebbe svolto degli incarichi professionali esterni senza la preventiva e obbligatoria autorizzazione dell'ente, cioè dello stesso Gigli. La prima udienza davanti al giudice del lavoro si terrà il 29 luglio prossimo.
Secondo quanto si è appreso, la Birindelli, tramite i suoi legali, ha chiesto sia il reintegro al posto di lavoro che un corposo risarcimento danni. Che vorrebbe sia addebitato allo steso Gigli. L'ingegnere, infatti, non si sarebbe limitata a chiedere l'indennizzo economico relativo alla perdita dello stipendio, ma anche i danni morali, professionali ed esistenziali. Una cifra che, nel caso in cui i giudice accogliesse il ricorso, potrebbe essere considerevole.
Gigli, da parte sua, si dice tranquillo e certo di aver applicato alla lettera il regolamento dell'ente, del quale, in quanto segretario generale, è anche il legale rappresentante.
La querelle tra Gigli e la Birindelli si articola su più fronti: l'altro giorno al direttore generale dell'Ater è stato notificato l'avviso di conclusioni delle indagine scaturita dalla denuncia per mobbing presentata nei suoi confronti dalla stessa Birindelli. Il pubblico ministero Renzo Petroselli ha ipotizzato nei confronti di Gigli una lunga serie di reati: dall'abuso d'ufficio (secondo l'accusa commesso in concorso con l'architetto Valentina Fraticelli, funzionario dell'Ater) alla diffamazione; dalla soppressione o distruzione di documenti alla falsità materiale in atti pubblici per finire con la calunnia.
Da parte sua, Gigli ha denunciato la Birindelli sostenendo che avrebbe falsificato la firma apposta sull'autorizzazione a svolgere incarichi esterni esibita dalla Berindelli. A detta del direttore dell'Ater sarebbe stata copiata da un documento ufficiale e incollata sull'autorizzazione a favore dell'ex assessore regionale.
Ma nella lunga e controversa querelle non sono esclusi altri colpi di scena. Ognuno dei contendenti ritiene di essere in possesso ''dell'arma finale'', quella in grado di ''distruggere'' definitivamente l'avversario.