ANNO 16 n° 275
''Quell'evento
č solo una mattanza''
Animalisti della Lida sul piede di guerra contro la sagra della pecora
17/07/2016 - 18:39

FABRICA DI ROMA – Eventi estivi come sagre e grigliate non suscitano in tutti le stesse emozioni. In una società sempre più vegan e cruelty free certe iniziative non vengono ben viste da tutti, arrivando perfino a turbare le coscienze degli animalisti più sensibili.

Alcune persone si leccano i baffi al solo pensiero e aspettano tutto l'anno arrivo degli eventi gastronomici estivi, altri provano ribrezzo verso queste manifestazioni e guardano con disgusto le pietanze a base di carne.

Lo scorso anno alcune associazioni animaliste avevano protestato contro il Palio di Sant'Anselmo di Bomarzo, considerato troppo pericoloso per i cavalli. Nell'occhio del ciclone questa volta c'è finita la sagra della pecora di Fabrica di Roma.

''I 50 mila arrosticini (che saranno cucinati alla sagra, ndr) sono un numero notevole che non riesco a tradurre in numero di vite sacrificate. - scrive a ViterboNews24 Paola Re, intervenuta più volte in difesa degli animali - Una tale mattanza è al di là di ogni immaginazione. Definire un animale 'carne talmente morbida da sciogliersi in bocca' significa non aver compreso chi ci sia dietro quella carne: un essere vivente e senziente del massacro a cui è sottoposto''.

Il dito viene puntato dagli animalisti contro gli organizzatori: ''Gli animali non sono 'materie prime di grande qualità'. Casomai hanno grandi qualità, spesso non presenti negli esseri umani; il fatto è che ce ne ricordiamo soltanto quando abbiamo a che fare con gli animali cosiddetti 'da affezione' ma anche quelli 'da affettare' sono intelligenti, provano sentimenti ed emozioni. Mentre il mondo va verso un'altra direzione, - conclude Paola Re - privilegiando il consumo di cibo vegetale, le politiche economiche di certi enti locali restano aggrappate a una posizione granitica, basata soltanto sullo sfruttamento animale''.

Un duro attacco a questo genere di manifestazioni è arrivato anche dalla sezione di Firenze della Lida – lega italiana dei diritti degli animali – che sostiene l'appello di Paola Re affinché si rifletta su questi eventi. ''È inaccettabile – scrivono dalla Lida Firenze - che si faccia festa dopo avere ucciso, trasformando un atto violento in un pretesto per organizzare un evento di successo''.

Considerati i cambiamenti alimentari della società, chissà che le Pro loco della Tuscia prima o poi non prendano in considerazione l'idea di programmare anche sagre di stampo vegetariano e vegano. 






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