

VITERBO - Rivendica rispetto e chiarezza in merito alle prestazioni ricevute presso l'Spdc, il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Viterbo. ''Avevo un appuntamento con lo psichiatra - racconta un 53enne residente a Viterbo - ma quando sono arrivato, tra l'altro accompagnato da una persona sanissima di mente, il professionista che mi sono trovato davanti ha iniziato a parlare della guerra in Ucraina senza soffermarsi sulla mia patologia. Alla mia richiesta di chiarimenti sull'oggetto della discussione, ha glissato e poi mi ha prescritto il farmaco che io gli ho chiesto di avere. Tanto io quanto il mio accompagnatore non siamo riusciti a comprendere il nesso tra quel discorso e la mia cura''.
Il 53enne, titolare di un'attività in città, già in passato aveva avuto qualche ''incomprensione'' con il Servizio.
''A dicembre ho avuto un problema per cui sono ricorso all'Spdc - racconta - poi mi è stato dato un appuntamento per proseguire le cure con un professionista. Per cinque volte mi sono presentato puntuale all'incontro e per 5 volte lo psichiatra non si è presentato, solo alla sesta volta sono riuscito a fare la visita ma a quel punto mi sono stancato e non ho proseguito la cura''.
Fino a qualche settimana fa quando, dopo un attacco di stress, il 53enne si è ripresentato al Palazzo di Vetro e ha ricevuto le cure del caso tra cui alcuni incontri con lo psichiatra, come l'ultimo.
''Racconto questa mia vicenda - dice il 53enne - perché ritengo che in quella struttura ci siano anche bravi professionisti e che ci sia carenza di personale ma pazienti meritano comunque chiarezza e rispetto''.