

Di Massimiliano Morelli

VITERBO - A carte, così come a tombola, funziona così: se tutti conoscono le regole si gioca a soldi, altrimenti diventa un divertimento alla “volemose bene”, così, tanto per passare il tempo. Ecco, la lotteria degli scontrini, andata in vigore ieri, funziona pressappoco nella stessa identica maniera, non tutti conoscono esattamente le regole e soprattutto non tutti hanno gli strumenti adatti per partecipare. Sintomatica la dichiarazione del presidente vicario di Fipe-Confcommercio, Aldo Cursano: “il trend che stiamo riscontrando è che le persone, prima ancora di ordinare un caffè, chiedono se possono partecipare o meno alla lotteria. In caso di risposta negativa, cambiano locale. Un corto circuito che si poteva e doveva evitare'.
Insomma, a leggerla così diventa davvero una beffa per chi non è in grado di stare al passo dei diktat governativi legati ai registratori di cassa. In sintonia con le esternazioni di Cursano anche quelle del presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona: “Che i consumatori avrebbero premiato i negozianti già pronti per la lotteria degli scontrini era cosa scontata e ovvia, ampiamente prevedibile. La crisi attanaglia tutti e, per quanto non crediamo certo che la lotteria degli scontrini sia la soluzione ai problemi degli italiani, non possiamo continuare a rinviare l'entrata in vigore di ogni provvedimento per anni. Il corto circuito si sarebbe potuto evitare se i commercianti si fossero adeguati per tempo”. Per la cronaca, al momento un locale su tre è attrezzato per permettere agli italiani di partecipare alla lotteria. La qual cosa fa sembrare il tutto un po' discriminatorio…