ANNO 16 n° 272
Quel ''malloppone'' di duecento pagine che doveva salvare la Talete
Un anno fa Parlato presentava in Consiglio comunale il piano industriale. Per maggioranza e parte dell'opposizione era sostenibile. Oggi ne serve un altro
01/03/2020 - 06:51

VITERBO - ''Per la prima volta una richiesta di adeguamento tariffario non è una roba ancorata ad un libro dei sogni, non è questo il piano industriale. Il piano industriale è un malloppone di duecento pagine, costruito in più di un anno di lavoro''. 

Era il 5 febbraio del 2019, e l’allora presidente della Talete Salvatore Parlato, prima di finire agli arresti domiciliari per l’inchiesta sul Crea della Procura di Roma, difendeva con questi termini, davanti al consiglio comunale di Viterbo convocato in seduta straordinaria, la decisione dei sindaci dell’Ato, compreso Arena tramite proprio delegato, di aumentare le tariffe idriche del 7,6 per cento. Il piano industriale a cui fa riferimento Parlato, insieme al sacrificio in bolletta chiesto ai viterbesi, doveva essere la chiave per ottenere i 35 milioni da parte di Arera necessari a finanziare il piano di investimenti della Talete. Parlato era convinto dell'esito positivo della vicenda. Sentite cosa disse sempre in merito al piano industriale: ''Avrà tutti i suoi limiti ma non è che l’abbiamo presentato al mercatino delle pulci, sarà un’Autorità nazionale competente, molto più di tutti i presenti compreso me su questi temi che ci dirà cosa vada bene, cosa sia credibile che possa essere realizzato e conseguentemente ci darà accesso a quei fondi''.

Tutti sanno poi come sono andate le cose: l'Ato a fine 2019 ha dovuto approvare ulteriori rincari perché, si è scoperto poi, quelli del'anno precedente non bastavano ad Arera come garanzia. Del ''mallopppone'' di Parlato, invece, non si sa più nulla, tanto che adesso, ha spiegato il nuovo presidente Bossola, Talete dovrà presentare un’altra ''montagna di carte'' per sperare di ottenere il prestito. Che fine ha fatto? E' stato bocciato? Non era più valido?

Eppure, nella stessa seduta del consiglio comunale a cui partecipò Parlato, sia la maggioranza che un pezzo dell’opposizione si dicevano sicuri che grazie a quel documento i soldi sarebbero arrivati, tanto da votare alla fine un ordine del giorno condiviso, contro quello di Erbetti, Barelli, Ciambella, Frontini che invece chiedeva la revoca dei rincari: ''Non è che ti diano 35 milioni per fare i festini – esclamò Giulio Marini, che come delegato del sindaco all'assemblea Ato votò quegli aumenti - e spero che questo livello di serietà sia rimasto. Noi abbiamo un programma, di trentacinquemilioni e non di altro, e ti danno un finanziamento su un programma di investimenti.  Questo credo, e dato che l’Arera è un ente di Stato io ancora, istituzionalmente, penso che ci sia ancora serietà nelle istituzioni''. Siccome della serietà di Arera, come dice Marini, nessuno può dubitare, il problema si è rivelato il piano stesso visto che il prestito non è arrivato?.

Anche Alvaro Ricci, consigliere Pd, sembrava non avere dubbi: ''Non vedo niente di scandaloso di dire che in base a questo piano industriale l’aumento delle tariffe è assolutamente sostenibile, ed anzi è un aumento che va nel sostenere la gestione dell’acqua pubblica a Viterbo. Quindi non ci trovo niente di scandaloso e non tremo nel dire che sono d'accordo. Certo, controlleremo che gli investimenti vadano in quel senso''. Oggi Ricci confermerebbe quel giudizio?

Rileggendo i verbali si fa poi un'ulteriore scoperta: già allora si sapeva che la concessione del prestito da parte di Arera non fosse affatto una cosa scontata. A spiegarlo al Consiglio fu un tecnico, l'ingegnere Giancarlo Daniele, della segreteria Ato: ''Loro (Arera, ndr) hanno aperto già un’istruttoria, ci chiameranno e ci diranno: 'guarda che questa cosa al 100% va bene e vi diamo il 100% dei soldi' oppure diranno: 'correggi questo, correggi quest’altro' o ci diranno: 'fa schifo, non vi diamo una lira'. Il che potrebbe essere anche un'ipotesi. Speriamo di no ma ci potrebbe essere anche all’ordine del giorno''. 






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