

di Massimiliano Morelli
VITERBO - Il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, ragionando sul documento collettivo della Conferenza dei Garanti territoriali, ha lanciato un grido d’allarme: “I detenuti devono essere vaccinati insieme con il personale degli Istituti di pena nel periodo previsto dal piano vaccini, ovvero intorno a fine primavera”. Il Covid ha colpito “decine di carceri, con oltre mille detenuti positivi, decine di ricoverati e più di 10 morti”, questo il succo del discorso. Nelle celle si sviluppano focolai con alta polarizzazione di contagi, e a tale emergenza – confermano i Garanti - occorre rispondere con “la concreta diminuzione delle presenze in carcere”, anche attraverso l’allargamento delle misure alternative, e l’inserimento dei detenuti nell’elenco delle persone cui riservare una “priorità vaccinale”.
Schietto il ragionamento: “In questi mesi la popolazione penitenziaria è stata equiparata ai pazienti delle Rsa per giustificare la chiusura del carcere alle attività, al volontariato e ai contatti con l’esterno”; allo stesso modo occorre prendere atto che la popolazione penitenziaria (nella quale sono compresi pure 4.000 ultrasessantenni) costituisce una categoria “ad alto rischio sanitario per via della presenza di molteplici patologie pregresse, spesso collegate all’abuso di alcol o stupefacenti, per via delle fatiscenti condizioni e igieniche degli istituti, oltre che per l’affollamento dei luoghi”.