

Di Massimiliano Morelli
VITERBO - Pazienti soli, come se non avessero famiglia. Senza la carezza di un parente, né una parola di conforto. Nessun barlume di speranza.
E’ la legge del Covid, che “chiede” distanziamento sociale e contatti fra persone azzerati. In realtà uno spiraglio per restituire umanità c’è, ed è rappresentato dalla “stanza degli abbracci”. Che come idea – aggiungiamo fortunatamente - nelle Rsa si allarga a macchia d’olio. Per la cronaca si tratta di un velo di plastica con le maniche dove infilare le braccia e poter accarezzare e toccare gli ospiti evitando le contaminazioni da Covid.
Così, visto che gli anziani non possono ricevere parenti e amici all’interno della struttura, ci si attrezza per rendere meno ispida la degenza. Le prime stanze degli abbracci vennero montate a ottobre in case di riposo in Veneto e Piemonte. Sul tema è stato realizzato anche uno spot, ideato e diretto da Giuseppe Tornatore.
Lo spot: 'La stanza degli abbracci', campagna di comunicazione per la Vaccinazione anti Covid-19 - YouTube