

Di Massimiliano Morelli
Dalla parte dei lavoratori, sempre. E da quella di chi il lavoro non ce l’ha, o rischia di perderlo. Per questo focalizzo le attenzioni sul lungo presidio organizzato ieri da Fai, Flai e Uila per protestare contro il decreto legge “Sostegni”, che ha scordato i lavoratori e le lavoratrici del settore agricolo, dopo che sono stati indicati per tanti mesi essenziali per aver assicurato cibo genuino sulle tavole degli italiani. Nonostante quel “saracinesche abbassate” che ha messo in ginocchio il Paese. I tre segretari generali Onofrio Rota, Giovanni Mininni e Stefano Mantegazza sono stati ricevuti dai presidenti delle commissioni Bilancio e Lavoro del Senato, Susy Matrisciano e Daniele Pesco, mentre sono stati convocati per oggi dal ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. Si punta a spiegare, a illustrare, a chiarire nel contesto di una giornata che rappresenta solo l’inizio della mobilitazione generale; che sarà messa in atto se non verranno date risposte adeguate e che proseguirà il 10 aprile davanti a tutte le Prefetture d’Italia. Si parla di un milione di addetti ai lavori, secondo i calcoli dei sindacati, che chiedono per lo meno la garanzia per l’anno 2020 di riconoscere le stesse giornate di lavoro agricolo svolte nel 2019; e un bonus ai cosiddetti stagionali compatibile con il reddito di emergenza.