ANNO 16 n° 148
Quattro giorni di disagi per quarant’anni di attesa
Al via i lavori sulla Teverina: cittadini divisi tra critiche e speranze per il nuovo collegamento
Andrea
06/05/2026 - 07:01
di Andrea Farronato

VITERBO – Quattro giorni di pazienza per provare a risolvere quarant’anni di attesa. È questo il messaggio con cui la sindaca Chiara Frontini ha dato il buongiorno alla città nella mattina del 5 maggio, data di avvio dei lavori per la conclusione del cantiere in zona Teverina, una delle arterie fondamentali della viabilità cittadina.

Il tutto è stato comunicato tramite social: “I lavori per lo svincolo sul raccordo procedono a ritmo serrato”. Anche perché, come fa notare un’utente sotto il post, “non si potrebbe fare altrimenti”. L’intervento è infatti considerato strategico: servirà a creare un collegamento tra il quartiere Santa Barbara e, con la realizzazione del ponte ciclopedonale, con il quartiere Santa Lucia.

La sindaca ha poi aggiunto: “Sappiamo che la chiusura parziale del raccordo sta creando qualche disagio, ma si tratta di un’opera strategica che cambierà il volto della città”. Ma cosa ne pensano i viterbesi?

I commenti

Aprendo la sezione commenti su Facebook emerge, come spesso accade, una netta divisione tra chi apprezza e chi critica. C’è chi racconta che alcuni impiegati comunali sarebbero passati mesi fa ad avvisare le attività della zona, cercando di limitare i disagi.

Dall’altra parte, però, non mancano le polemiche. “All’anima del disagio: grazie per i lavori che stai facendo, ma alcuni andrebbero fatti di notte. Non puoi mandare in tilt il traffico, soprattutto sulla circonvallazione che collega tutta la città”, scrive un utente.

Altri segnalano invece la necessità di una maggiore presenza della polizia locale per gestire la viabilità nelle ore più critiche: “Ma due (e dico due) in divisa con la paletta per gestire il traffico non si possono mandare?”.

Insomma, si apre così una settimana che promette di fare concorrenza al “grande raccordo anulare”. Ma, se le premesse verranno mantenute, l’intervento potrebbe davvero rappresentare un punto di svolta per la città. Del resto, si sa: se belli si vuole apparire un po' si deve soffrire. E forse, vale anche per Viterbo e per noi viterbesi.






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