


Durante l'attentato a Dacca perse la vita la 33enne Simona Monti di Magliano, trovatasi li per lavoro e che sarebbe dovuta tornare di li a poco per dare alla luce un bimbo, Michelangelo.
Oggi, mercoledì 1° luglio, nella Cattedrale di San Liberatore è prevista una messa, questo quanto riportato nel manifesto affisso nel paese: “Nel quarto anniversario dell’attentato di Dacca in cui sono stati uccisi in odio alla fede Simona Monti e altri 8 italiani vogliamo commemorare questo tragico evento e affidare alla misericordia di Dio le loro anime e le sorti del mondo intero con una santa messa.
Per quanto riguarda l’amministrazione comunale non sono previste cerimonie pubbliche a causa delle restrizioni per l’emergenza Covid.
Qui riportiamo un pensiero che Emanuele Poeta rivolge a Simona sui social
“Che non conversiamo più comincia ad essere un po’ – A ogni modo posso sempre scriverti – E di tanto in tanto raccontarti quel che succede – Quest’anno ne è successa una che non avevamo mai vissuto prima! Dalla tua amata Cina si è andato propagando un virus che ha provocato la morte e ha costretto le persone ad allontanarsi le une dalle altre – È stata (ed È tuttora, perché ancora nient’affatto finita) un’emergenza sanitaria e poi sociale e economica e esistenziale di grossa portata – Tutti i tuoi cari - me compreso - non sono stati per il momento direttamente coinvolti – Ma sono stati costretti a chiudersi in casa per un paio di mesi – A Shenzhen come a Colonia – A Milano come a Londra – A Parigi come a Magliano – Chiusi in casa senza poter quasi uscire – Senza potersi spostare se non di una manciata di metri – I treni al palo! Gli aerei a terra! Niente viaggi bé! T’immagini?
Io - prima che ci mandassero in clausura - son comunque riuscito a partire (il ‘solito fortunello’ avresti detto tu!) – Ho viaggiato “on the road” una mesata o giù di lì – Magari sarà stato pure per questo che la quarantena mi è pesata davvero niente – Anzi a dir la verità l’ho accolta come un dono – Ne ho infatti approfittato per fare ciò che più amo: scrivere! Ho ben progredito su qualcosa che tu avevi leggiucchiato anni addietro sbirciando tra i taccuini – A quella tua lettura clandestina ne erano seguiti forti malintesi – Finanche delle accuse – Eppure rivedere - e cesellare - alcuni passi mi ha portato a spasso nel tempo – Un tempo dove c’eri tu e non c’era la pandemia – Dove c’era violenta gioia di vivere e non frigido distacco vitale – Un’epoca mitica! Ricchissima di prime volte e di incredibili possibilità e di selvaggezza estrema e di formidabili sensazioni e di incessanti epifanici viaggi –
È così che - seppur segregato in casa - non ho mai smesso di viaggiare – “Il mondo è un libro” giusto bé? Ti piaceva quella citazione che ero solito ripetere – Ti piaceva perché ti si confaceva – Hai difatti tanto viaggiato e tanto letto – Tanto visto e tanto conosciuto – E tutto questo lo avresti continuato a fare ancora e ancora – Come continuo io “per quanto lungo è il sempre” – E andando e leggendo e vedendo e conoscendo non posso non pensarti – Penso che vorrei parlarti di quel Paese e di quel romanzo e di quell’esperienza e di quell’evento – Ma non è più possibile! Non più come prima! Allora non mi resta che scriverti – Farlo affidandomi a un piccolo resoconto social-diaristico – Oppure a una prosa romanzesca nella quale tu vagamente aleggi – Insomma in un modo tremendamente personale parlo con te e di te – È stato così sin dall’inizio! Lo sarebbe senz’altro stato! Lo sarà nonostante tutto! Quel che ti dirò è come se tu lo sapessi già – Quel che dirò tu l’hai sempre saputo –
Riguardo a quest’anomala estate bisestile - bisestile come quattro anni fa! - non ho molto da aggiungere invece – La quotidianità va bislaccamente riprendendo il suo corso – Si può uscire senza grandi impedimenti – Alcuni locali - non tutti! - han riaperto – Certe attività - non tutte! - han ricominciato – Svariati individui fan come se nulla fosse stato – Altri al contrario sono in assurda paranoia – Mai la giusta via di mezzo! Mai che si impari qualcosa sul serio! MAI! Qui infatti non è poi cambiato granché – Attentati e crisi di vario genere e intolleranze ed epidemie nel frattempo – Eppure non è cambiato granché! Non cambia niente o quasi alla fin fine! La vita libera entusiastica affermativa è sempre per pochi – La stragrande maggioranza è schiava del trantran e si lamenta di continuo – Esiste e mica vive insomma! Una passività/negatività/vacuità piuttosto fastidiosa – Tanto che averci a che fare con gente di tal risma è già farsi uccidere un po’ – Ma tu - giovane donna - di tutto questo ne sei stata ben cosciente – Tutto questo l’hai spessissimamente evitato – Ecco perché mi manchi! Perché tu simboleggiavi la vita come io la intendo – Perché tu eri tra quei pochi che sentono l’eternità nell’attimo –“