

VITERBO - Quartieri dell’Arte alle Orestiadi di Gibellina. In scena - lo scorso 4 luglio - ‘Contro l’amore’, spettacolo del drammaturgo spagnolo Esteve Soler. Già protagonista nella Tuscia con l’edizione 2012 del festival diretto da Gian Maria Cervo, la messa in scena del lavoro di Soler ha conquistato il pubblico.
Le Orestiadi sono un appuntamento culturale di grande livello. Ogni estate protagonisti delle arti sceniche, musicali e visive si incontrano in questo luogo della Sicilia per dare vita a una nuova edizione del festival. Un momento di profondo significato, pensato per sottolineare il ruolo dell’arte e della cultura nel riscatto e nella riconquista della dignità umana.
Nel 1968 il terremoto rase al suolo la città siciliana di Gibellina e altri tredici borghi della Valle del Belice. Per celebrare la rinascita e segnare l’inizio di un nuovo destino, sulle rovine di questi luoghi, l’ex sindaco e senatore Ludovico Corrao diede vita a una rinascita artistica strutturale, a cui vennero associate le Orestiadi. Le rappresentazioni si svolgono presso il “Baglio Di Stefano”, vicino alla “Montagna di sale' opera di Mimmo Paladino, o al “Cretto di Burri”. Una location incredibile e suggestiva, per un festival internazionale con manifestazioni, anche realizzate e autoprodotte, che vanno dalle rappresentazioni teatrali a quelle musicali, dalla pittura alla scultura, al cinema.
Quartieri dell’Arte, che da qualche anno ha avviato una ricerca sulla drammaturgia di Esteve Soler, uno dei drammaturghi catalani più rappresentati all’estero, ha scelto di prendere parte alla trentaduesima edizione delle Oristiadi con ‘Contro l’amore’. Diretto da Carles Fernandez Giua, il lavoro è stato prodotto in collaborazione con la Compagnia La Conquesta del Pol Sud (Spagna). Questa ospitalità avvia anche una collaborazione tra le Orestiadi e il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Sono stati infatti gli attori della scuola diretta da Giancarlo Giannini a mettere in scena lo spettacolo del drammaturgo catalano.
In ‘Contro l’amore’ sette visioni burlesche e potenti ci restituiscono l’immagine di un’emozione, l’amore appunto, tanto ingiustificabile quanto manipolata. Un’emozione che dovrebbe in teoria redimere la società dai suoi grandi mali ma che in pratica rischia di creare destabilizzazione e di alimentare l’ipocrisia dei rapporti interpersonali e sociali.
Negli anni hanno partecipato alle Orestiadi grandi nomi delle arti visive e del teatro come Bob Wilson, Emilio Isgrò, Carla Accardi, Giulio Turcato, Arnaldo Pomodoro, Joseph Beuys, Mimmo Paladino, Roberto Andò e Achille Bonito Oliva.