ANNO 16 n° 55
Quanto può fare una Calza della Befana? Viterbo risponde con 2.500 euro di solidarietà
Comune e associazioni insieme per la consegna del contributo solidale, frutto della partecipazione dei viterbesi
Andrea
24/02/2026 - 07:02
di Andrea Farronato

VITERBO – Venticinque anni di solidarietà, tradizione e impegno. La “Calza della Befana più lunga del mondo” lo fa nel modo che più la rappresenta: trasformando la festa in aiuto reale. Nel corso della cerimonia di consegna dei fondi, svoltasi nella sala consiliare di palazzo dei priori, alla presenza delle istituzioni e delle associazioni, è stata ufficializzata la donazione di 2.500 euro all’associazione Etabeta - Sorrisi che nuotano.

Un risultato raggiunto nonostante freddo e pioggia: la raccolta complessiva ha toccato quota 3.839,62 euro, al netto delle spese per materiali e calze (1.350 euro). Un lavoro corale che ha visto protagonisti il Centro sociale Pilastro, Avis, Admo, 500 Tuscia Club e la parrocchia del Sacro Cuore, insieme a una rete capillare di volontari. Le calze sono state distribuite davanti alle chiese, negli uffici pubblici, nelle scuole e nelle sedi associative, grazie a una vera e propria “catena di montaggio” solidale. Non sono mancati i sacrifici, con volontari impegnati anche sotto la pioggia pur di garantire la riuscita dell’iniziativa.

La sindaca Chiara Frontini ha parlato di un patrimonio civico da preservare, sottolineando l’importanza del coordinamento tra realtà diverse e il valore umano che sta dietro ogni edizione. L’assessora alle Politiche sociali, Rosanna Giliberto, ha confermato il sostegno del Comune e annunciato la volontà di coinvolgere le scuole in vista del venticinquesimo anniversario, per avvicinare i più giovani alla tradizione. Anche l’assessora Katia Scardozzi ha evidenziato il valore sociale della manifestazione, che va oltre l’aspetto folcloristico.

Al centro della donazione di quest’anno, EraBeta – Sorrisi che nuotano, realtà attiva dal 1997 a sostegno di ragazzi con disabilità intellettiva e relazionale. A raccontare il significato di questo contributo è stata Anna Lupino: “Oltre che al denaro è l’amicizia che ci lega al centro sociale. Sono 23 anni che faccio la Befana e l’ho sempre riconosciuta come un grande regalo per la mia persona”.

Un legame che affonda le radici nella storia dell’associazione: “È un supporto per le nostre famiglie e i nostri ragazzi dal 1997. L’associazione nasce con il nuoto, che in un primo momento dava benessere e piacere ai ragazzi, per poi portare autonomia per i ragazzi con disabilità intellettiva e relazionale. I fondi saranno devoluti a mandare avanti questa nostra mission. Cerchiamo di fare più sport possibile, così da impegnarli tutti i giorni”.






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