ANNO 16 n° 273
Quanto piace all’italiano infischiarsene delle regole…
Un viaggio tra cellullari in aereo e mascherine sotto il naso
17/05/2021 - 10:18

Massimiliano Morelli 

Di ritorno da una due giorni lavorativa in Calabria, mi ritrovo ad annotare sul taccuino l’imbecillità di certi connazionali, incapaci di rispettare le regole, manco fossero privi di udito. In aereo i responsabili di volo ripetono a più riprese l’obbligo della mascherina, da indossare correttamente. Voi che eravate a terra lo avete sentito quell’invito? No, come del resto non avrete certamente sentito l’invito a smorzare i telefonini. Ecco, intorno a me ho notato solo gente che smanettava con i cellulari (fra chi puliva l’archivio delle foto e chi giocava con Candy Crash) e fra chi teneva scoperto il naso, chi indossava la mascherina come ferma-mento e chi a mò di orecchino pendulo ho perso il conto. Ora, premesso che il volo Lamezia Terme-Fiumicino dura quaranta minuti, possibile che non si riesca a staccare la spina dal telefonino? Neanche a dirlo poi, il discorso del bagaglio a mano, a bordo solo una borsa “segue” il passeggero, ma di furbetti della seconda borsa i voli sono pieni. L’età avanza e forse sono io quello che mal sopporta certi comportamenti. E magari sono sempre io, quello diventato intransigente. Ma chiudere il volo con l’applauso al pilota mi pare davvero troppo. Siate schietti, avete mai applaudito il fornaio che vi sforna la pagnotta?






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