ANNO 16 n° 274
Quando lo stress porta ai brufoli: cause e rimedi dell’acne tardiva
19/04/2020 - 16:13

 

Punti neri e bianchi, papule e, nei casi più acuti, anche noduli: quante volte da adolescenti ci siamo trovati a confronto con questo genere di disturbi? Si parla di acne, un problema che tendenzialmente reputiamo esclusivo dell’età prepuberale, caratterizzata da alterazioni cutanee che trovano posto su viso, spalle e schiena. Al giorno d’oggi però sono sempre più frequenti i casi di persone che si trovano a confrontarsi con i brufoli anche in età adulta. Una problematica, questa, che viene definita “acne tardiva”, cioè un disturbo che colpisce in particolare le donne e che nella maggior parte dei casi è provocato dal forte stress.

Stress: tra le maggiori cause dell’acne tardiva

L’esigenza di sbarazzarsi prima possibile di questi fastidiosi intrusi sul proprio corpo è in ogni caso la stessa di quando eravamo adolescenti, ma rispetto ad allora occorre valutare il problema in modo approfondito, visto che in alcuni casi potrebbe rappresentare qualcosa di un po’ più complicato rispetto al mero discorso estetico. E visto che per riuscire a sconfiggere il “nemico” bisogna prima di tutto studiarlo, cerchiamo di capire i motivi che possono portare alla sua nascita, pure in persone che non ne hanno mai sofferto prima. L’acne tardiva si diffonde generalmente tra i 25 e i 45 anni, ed è presente nel 7% della popolazione, per lo più in individui di sesso femminile (circa il 76%). Le cause scatenanti dell’improvvisa comparsa di brufoli sulla pelle possono essere diverse, e vanno dalla mancata cura di una pelle impura a un’attività aumentata degli ormoni maschili, che comporta un incremento della peluria, irregolarità del ciclo mestruale e uno sfogo sotto forma di pustole, comedoni e papule (in particolare su mento e zona mandibolare). La presenza contemporanea di tutti questi sintomi però non deve essere sottovalutata, dal momento che può anche indicare la presenza di una sindrome dell’ovaio policistico, per la quale occorre contattare subito uno specialista qualora il problema riscontrato fosse particolarmente persistente.

Acne tardiva, come affrontarla?

Nella maggior parte dei casi, però, la nascita di questi fastidiosi e inattesi brufoli si può curare in casa o meglio ancora prevenire. Innanzi tutto, per evitare che si formino è opportuno detergere e idratare regolarmente la pelle, ma facendo attenzione a non esagerare, perché altrimenti si rischia di ottenere l’effetto contrario e diminuire le naturali difese cutanee. Un altro aiuto che si può dare al nostro sistema consiste nell’assumere più fermenti lattici, che hanno un’azione benefica sulla pelle, migliorandone la flora batterica intestinale e prevenendo così la produzione di tossine, nonché l’insorgenza delle infiammazioni.

Un ulteriore appoggio importante lo può dare una sana alimentazione: mangiare frutta e verdura, bere tanta acqua e limitare grassi, latticini e zuccheri. Abbiamo parlato finora di come arginare il problema prima che compaia, ma cosa dobbiamo fare quando questo è già presente? Oltre ad affidarsi alle classiche creme, il primo consiglio è quello di evitare categoricamente (per quanto allettante, lo ammettiamo) di rompere il brufolo, perché questo comporterebbe un’espansione della zona irritata. Molto più produttivo applicare una maschera all’argilla, almeno una volta a settimana, su viso e collo. Utilizzando l’argilla verde ventilata, vi consigliamo di sciogliere un bicchiere di polvere in mezzo bicchiere d’acqua, unendo poi un cucchiaino di miele e uno d’olio extravergine di oliva.

Sono sempre di più le persone che cominciano a soffrire anche in età adulta di acne ma, fortunatamente, si tratta di un problema facilmente trattabile e prevenibile.






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