ANNO 16 n° 272
Quando le carte parlano romano ci sono giochi che diventano immortali
21/08/2025 - 15:43

In Italia, in casa, le sere d’inverno di gioca a carte: che sia sul tavolo da cucina di una famiglia, all’interno di una stanza di un bar di paese o in piazza all’aperto sotto i portici di un borgo, le carte fanno perennemente capolino tra i bicchieri di buon vino e la convivialità urlata come solo nel bel paese sappiamo fare.

 

Nella regione del Lazio, culla della civiltà Romana ma anche viatico di culture contadine e borghesi, i giochi di carte si sono sviluppati tra varianti e opere di natura originale.

 

Dalla scopa alla briscola, fino al Cirulla romano, un piccolo viaggio all’interno di quello che alle volte vediamo anche popolare un importante casino online come betfair e che invece ogni giorno troviamo giocato e raccontato dai nonni e dai più giovani.

Dalla tavola contadina ai salotti di città

Secondo le ricerche degli storici, i giochi di carte sono arrivati in Italia durante il corso del tardo medioevo grazie all’intensificarsi dei commerci con l’oriente. La centralità del Lazio all’interno dei commerci, complice il suo avere “Roma” e il mondo cattolico, ha permesso a questi di diffondersi rapidamente tra nobili e pellegrini, vista anche la grande quantità di osterie in cui poter trovare ristoro e riparo.

 

Con la monarchia pontificia nel corso della storia fiorirono anche “scuderie di giocatori” mentre nel mondo contadino i giochi erano un momento di convivialità tra famiglie. Se scopa e briscola a oggi sono sostanzialmente onnipresenti nel territorio italiano, giochi come la Cirulla o il Sette e Mezzo qui hanno una valenza particolare.

Scopri la Cirulla

Definito da molti come il più autentico dei gioch idi carte tipici del Lazio, la Cirulla è particolarmente diffusa a Roma e zone limitrofe e si gioca in coppia con un mazzo di carte napoletane da 40.

 

Il gioco si basa su una sequenza di prese e combinazioni chiamate piatti: terzina, quaterna, cinquina e Cirulla; la prima si fa con 3 carte dello stesso valore e vale 3 punti, la seconda con 4 carte e vale 4 punti, la cinquina con 5 carte dello stesso seme e vale 5 punti mentre la Cirulla si fa con 5 carte dello stesso valore e vale 20 punti.

 

Tra le peculiarità abbiamo anche la possibilità di effettuare volata e chiamata; la prima è una regola che impone l’obbligo di giocare la carta più alta per chi gioca dopo aver effettuato una presa mentre la chiamata permette al giocatore di definire un valore per poter decretare coppie e avversari.

Tutti conoscono il sette e mezzo

Il più famoso e amato gioco di origine romana è però il sette e mezzo, che attraverso abilità e fortuna permette al giocatore di sfidare il banco manco fossimo in un blackjack. La popolarità del sette e mezzo è tale da rendere comuni anche le slot online che utilizzano la sua estetica per parlare del gioco ma è inutile girarci attorno: ad averlo reso così universale è la sua semplicità!

 

Ogni giocatore deve infatti avvicinarsi quanto più possibile al punteggio di 7.5 senza superarlo, mentre il banco neutrale permette al giocatore di pescare finché non decide di fermarsi o “sfora” il punteggio massimo consentito. All’interno del contesto familiare laziale, il gioco del sette e mezzo è spesso percepito come il gioco principale del periodo natalizio, con piccole puntate in monete o dolcetti posti come premi in palio per festeggiare la socialità.






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