

VITERBO – (i.m.) Qualità della vita: Viterbo in caduta libera. La città dei Papi perde 5 posizioni nella classifica de Il Sole 24 Ore e conferma una già annunciata regressione. Per il capoluogo della Tuscia questo 2016 potrebbe significare infatti l’anno del fallimento sul fronte delle classifiche nazionali. Lo studio sulla qualità della vita di Italia Oggi e Università della Sapienza di Roma, pubblicato alla fine di novembre, aveva classificato al 63esimo posto Viterbo facendo già scendere la città di una posizione rispetto al 2015.
Lo scotto da pagare, con l’indagine annuale de Il Sole 24 Ore pubblicata in questi giorni, è persino più grave e per la Città dei Papi non c’è scampo nemmeno stavolta. Lo studio della nota rivista economica, giunto alla 27esima edizione, fa infatti regredire Viterbo alla 73esima posizione decretando una sconfitta di 5 punti rispetto allo scorso anno. Eppure nel 2015 le speranze di miglioramento c’erano state proprio grazie alla stessa indagine de Il Sole 24 Ore. Infatti il capoluogo della Tuscia aveva raggiunto il 68esimo posto in classifica, guadagnando 3 posizioni rispetto all’anno precedente in cui era invece al 71esimo. Niente da fare per la città di Viterbo nel 2016, tutti i punti che aveva guadagno dal 2014 li ha persi di nuovo, anzi ne ha persi persino due in più.
L’indagine sulla qualità della vita nelle 110 province italiane de Il Sole 24 Ore si basa sull’analisi di sei settori così composti: affari, lavoro e innovazione; reddito, risparmi e consumi; ambente, servizi e welfare; demografia, famiglia e integrazione; giustizia, sicurezza e reati; cultura, tempo libero e partecipazione. Viterbo toppa in tutti e sei i settori e la caduta nella classifica non può essere che ripida e veloce.
La discesa più vertiginosa per il capoluogo della Tuscia riguarda il campo degli affari e del lavoro. In un solo anno, quindi in 12 mesi, dalla 19esima posizione della classifica di questa categoria Viterbo è scesa, anzi precipitata, al 74esimo posto. E se nel 2015 superava con fierezza tutte le altre città laziali, oggi deve accontentarsi di essere seguita soltanto da Rieti che si posiziona invece all’80esimo posto. Non va di certo meglio per gli altri settori che registrano cali se pur di minore intensità.
Una disfatta totale quindi, ma un barlume di positività non manca. Un segno più arriva solamente dal settore della cultura, tempo libero e partecipazione: 380 è il punteggio che la città dei Papi guadagna quest’anno rispetto ai 352 punti calcolati invece nello scorso anno da Il Sole 24 Ore.