ANNO 16 n° 274
Quali saranno i rifiuti radioattivi stoccati nel deposito nazionale?
Viterbo è la provincia con più siti potenzialmente idonei per ospitare la struttura
Gabriele
15/12/2023 - 08:03
di Gabriele Mazzetti

VITERBO - Il Ministero dell'Ambiente, attraverso una nota del Ministro Pichetto Fratin, ha recentemente divulgato informazioni cruciali riguardanti la proposta della Carta Nazionale delle Aree Idonee (Cnai), delineando le località in cui sarà possibile realizzare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico. La provincia di Viterbo è emersa come una delle principali candidate, con 21 siti potenzialmente idonei per ospitare questa struttura.

Un luogo dove potranno essere smaltite scorie radioattive. Ma che tipo di rifiuti verrebbero depositati in una struttura del genere? Leggendo la nota del ministro, scopriamo che saranno stoccati, in via definitiva, rifiuti radioattivi di bassa e media attività.

I rifiuti di bassa attività comprendono radioisotopi con un periodo di decadimento che richiede al massimo alcuni mesi o anni per rientrare nei limiti stabiliti dal Decreto Ministeriale del 14 luglio 1970. Tipicamente, questi rifiuti derivano da attività di ricerca scientifica o medica, come ad esempio il carbonio-14 o il trizio. È importante notare che, una volta che i radioisotopi sono decaduti entro i limiti prefissati, questi rifiuti saranno considerati non radioattivi e potranno essere smaltiti come normale spazzatura.

La categoria dei rifiuti di media attività, invece, racchiude le scorie contenenti radionuclidi che richiedono decadi o anche centinaia di anni per essere considerate non più radioattive. Questi rifiuti vengono generati da attività mediche (come sorgenti per radioterapia), ricerca scientifica, attività industriali e smantellamento di impianti nucleari, comprese le centrali elettronucleari di bassa potenza. Rientrano in questa categoria, anche tutte quelle scorie che, sebbene con una radioattività iniziale superiore al limite imposto dalla “media attività”, hanno subito un processo di lavorazione che li fa rientrare nei termini di questa categoria.

VITERBO - Il Ministero dell'Ambiente, attraverso una nota del Ministro Pichetto Fratin, ha recentemente divulgato informazioni cruciali riguardanti la proposta della Carta Nazionale delle Aree Idonee (Cnai), delineando le aree destinate al Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e al Parco Tecnologico. La provincia di Viterbo è emersa come una delle principali candidate, con 21 siti potenzialmente idonei per ospitare questa struttura.

 

Un luogo dove potranno essere smaltite scorie radioattive. Ma che tipo di rifiuti verrebbero depositati in una struttura del genere? Leggendo la nota del ministro, scopriamo che saranno stoccati, in via definitiva, rifiuti radioattivi di bassa e media attività.

 

I rifiuti di bassa attività comprendono radioisotopi con un periodo di decadimento che richiede al massimo alcuni mesi o anni per rientrare nei limiti stabiliti dal Decreto Ministeriale del 14 luglio 1970. Tipicamente, questi rifiuti derivano da attività di ricerca scientifica o medica, come ad esempio il carbonio-14 o il trizio. È importante notare che, una volta che i radioisotopi sono decaduti entro i limiti prefissati, questi rifiuti saranno considerati non radioattivi e potranno essere smaltiti come normale spazzatura.

La categoria dei rifiuti di media attività, invece, racchiude le scorie contenenti radionuclidi che richiedono decadi o anche centinaia di anni per essere considerate non più radioattive. Questi rifiuti vengono generati da attività mediche (come sorgenti per radioterapia), ricerca scientifica, attività industriali e smantellamento di impianti nucleari, comprese le centrali elettronucleari di bassa potenza. Rientrano in questa categoria, anche tutte quelle scorie che, sebbene con una radioattività iniziale superiore al limite imposto dalla “media attività”, hanno subito un processo di lavorazione che li fa rientrare nei termini di questa categoria.




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