

ACQUAPENDENTE - L’associazione ''Nuova Acquapendente'' nella riunione post-pasquale discute e approva all’unanimità un documento avente come oggetto ''Troppi silenzi sul futuro dell’Ospedale di Acquapendente''.
''Il 13 Febbraio - sottolineano -, si è svolto in comune un incontro tra il sindaco Ghinassi e la dirigenza della Asl di Viterbo sul tema dell’ospedale di Acquapendente. Erano presenti alcuni sindaci del nostro comprensorio ma, stranamente, non era aperto al pubblico e si è svolto in una forma quasi riservata, che abbiamo considerato del tutto impropria trattandosi di discutere della salute dei cittadini. A seguito dell’incontro sono usciti due documenti. Uno da parte del Comune di Acquapendente ed uno da parte della lista civica 'La Città a cuore'. Il primo era un resoconto dell’incontro, contenente due punti che oggi risultano di particolare interesse: a) E’ necessario individuare dei parametri di qualità, sui quali non si possono fare sconti ma anche e soprattutto dei parametri di produttività; b) E’ stato auspicato il desiderio da parte del sindaco di ripetere questi incontri con periodicità, per fare il punto della situazione e dare continuità allo sviluppo dell’ospedale di Acquapendente''.
''Il secondo documento - continuano - era invece una analisi critica della situazione dell’ospedale, alla luce delle gravi carenze esistenti e mai del tutto superate. Siamo ora ad oltre due mesi dall’incontro, e da accertamenti effettuati non risulta che siano stati superati alcuni dei gravi problemi esistenti per il corretto funzionamento dell’ospedale. I lavori sono ancora fermi, con una impalcatura esterna oltreché brutta anche molto costosa per il noleggio che dovrà essere pagato. In radiologia sono presenti solo due medici che fanno miracoli. Ma quanto potranno durare? Al pronto soccorso risultano mancanti ben due medici. Ogni commento è inutile. L’accordo per il corretto funzionamento del 118 è ancora in alto mare. La carenza specialistica è sempre più grave e non ci risultano passi avanti per la presenza di due specialisti provenienti dall’ospedale di Orvieto. Questo il quadro dopo due mesi dall’incontro. Siamo certi che saranno fatti tutti gli sforzi necessari per tenere fede agli impegni assunti nell’incontro del 17 febbraio, ma ci sia consentito avere qualche dubbio, anche in considerazione che fra breve cesserà dal servizio per collocamento a riposo l’attuale primario del pronto soccorso e coordinatore dell’intera struttura, e che il periodo feriale avanza a grandi passi. Ed allora siamo preoccupati del riferimento contenuto nel documento del sindaco quando parla dei 'parametri di produttività'''.
''Ci domandiamo, infatti - concludono -, come potranno essere rispettati i parametri aziendali di qualità se le risorse promesse non vengono assegnate? Ed allora ci sorge un dubbio, che era tanto caro all’onorevole Andreotti, il quale dice che 'a pensare male si fa peccato, ma forse ci si indovina'. Non sarà che la struttura ospedaliera di una zona svantaggiata, come è in realtà la nostra e che in quanto tale non può essere vincolata al rispetto di parametri di produttività ordinari, verrà nuovamente rimessa in discussione a causa del mancato raggiungimento dei parametri di produttività impossibili da raggiungere senza le necessarie risorse e così riprenderà corpo la famosa Casa della salute che era tanto cara ai nostri politici? Chi di dovere agisca, poiché il tempo è il nostro peggiore nemico, e tenga informata la cittadinanza. E’ suo diritto''.