ANNO 16 n° 273
''Qualcosa lì
è successo''
Riti satanici nel parco del Treja: parla l'autore dell'esposto
20/10/2013 - 04:00

VITERBO - C’è chi sostiene che i riti satanici non esistano. Chi si trastulla con la credulità popolare e, scherzandoci su, gira e mette su Youtube il filmato di una “messa nera a Viterbo” che è una burla. I giornali ci sguazzano, in questa terra di confine in cui tutto è possibile, compreso il suo contrario. E però questa storia dei riti satanici tra Calcata e l’alta provincia di Roma merita di essere approfondita. Le conclusioni interessano relativamente, in questa sede.

La notizia c’è, anche soltanto perché l’Aidaa (Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente) ha inviato un esposto alle due procure di competenza, Roma e Viterbo, per segnalare la possibilità che nel parco naturale del Treja si siano celebrati – e magari si celebrano ancora – riti satanici. Ora, facendosi un giro su internet, una giungla sterminata di pareri che sembrano sentenze, di giudizi e di invidie, si leggono referenze ambigue sull’associazione e sul suo presidente Lorenzo Croce. Va detto per correttezza, e per evitare che qualcuno venga a dire che uno poi non verifica la sua fonte.

Comunque, il presidente Croce, con Viterbonews24, si è comportato in maniera fin troppo gentile, e ci ha raccontato la vicenda di Calcata e del parco del Treja così come la riportiamo. “Sono andato nella zona anche di persona, a parlare con i residenti e gli autori delle segnalazioni, a vedere i posti, a raccogliere il materiale – spiega Croce, da Milano – Ci sono arrivate una decina di segnalazioni, da persone diverse e attendibili, con delle foto”. Foto di ceri che compongono una stella, che nel simbolismo e anche nell’immaginario collettivo non ammettono fraintendimenti. Ma anche foto di resti di animali: “Ossa di volatili, quasi sicuramente galline, e altri che abbiamo identificato in quelli di una capra. Ora – dice Croce – se per le galline si potrebbe pensare a riti di macumba, sudamericani o africani. Ma la capra è un animale particolarmente simbolico, utilizzato per riti esoterici e satanici, e la cosa ci ha dato una sorta di conferma ai nostri timori. E intendiamoci, a noi che facciano interessa relativamente cosa fanno, ma se provocano del male agli animali, o li uccidono, è contro la legge, e perciò abbiamo inoltrato un esposto alle procure”. Le procure poi dovranno valutare se la faccenda merita un approfondimento e un’inchiesta, oppure no.

Croce dice anche non pensa che tutto ciò non sia opera di un grande gruppo, ma di uno minore, meno noto e radicato, “tra gli 850 che ci sono in Italia secondo uno studio dell’università Roma tre”. I posti interessati sono tre, radure che si aprono tra i sentieri tortuosi che collegano Calcata a Mazzano Romano, in mezzo al bosco. Luoghi impervi, suggestivi, dove in antichità si pensava si nascondessero le streghe, dove negli anni Sessanta si sono trasferiti parecchi hippies (natura, amore libero e qualche spinello) e dove oggi, spesso i giovani si raduno anche per dei rave party abusivi. Ma qui si parla di qualcosa di diverso: “Qualcosa, di sicuro, è successo – dice Croce – Le immagini parlano chiaro, le testimonianze idem”. Saranno le procure a valutare se vale la pena approfondire il discorso. E a proposito: Halloween è vicino, con tutto il suo fascino oscuro, antico fino ai celti.





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