ANNO 16 n° 61
Qual č il vero prezzo della Nutella? Nocciole e salute: la Tuscia finisce sotto la lente della TV Svizzera
Il caso del Viterbese diventa internazionale: ISDE e Biodistretto lanciano l'allarme su monocolture e pesticidi ai microfoni della RSI
02/03/2026 - 07:02

VITERBO – Il modello agricolo della Tuscia varca i confini nazionali e diventa oggetto di un approfondito reportage della Radiotelevisione Svizzera (RSI). Lo scorso 26 febbraio, il giornalista Marco Pagani ha acceso i microfoni su una questione che da anni divide il territorio: l'espansione incontrollata della monocoltura del nocciolo e le sue ricadute sulla salute pubblica e sull'ambiente.

Protagonisti dell'intervista sono stati la dottoressa Antonella Litta (Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Viterbo) e il dottor Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre.

Il dominio della monocoltura: un territorio a una sola voce

Al centro del dibattito, il legame sempre più stretto tra la produzione locale e la filiera Ferrero. Negli ultimi dieci anni, il paesaggio della Tuscia è stato radicalmente ridisegnato: quella che era una terra di biodiversità si è trasformata in un noccioletto intensivo a perdita d'occhio. Una 'guerra delle nocciole' – come titola la RSI – dove il potere contrattuale si concentra nelle mani di un unico grande acquirente, capace di dettare condizioni economiche e, soprattutto, modelli produttivi.

Ambiente e Salute: l'allarme dei medici

La dottoressa Antonella Litta ha ribadito con forza la posizione dei medici per l'ambiente: l'uso massivo di diserbanti e pesticidi necessario per sostenere ritmi industriali sta contaminando suolo e acque, alterando ecosistemi fragili. Ma il rischio maggiore è per l'uomo: l'esposizione cronica ai fitofarmaci richiede, secondo l'ISDE, l'applicazione immediata del principio di precauzione e un monitoraggio epidemiologico costante.

Dall'altro lato, Famiano Crucianelli ha descritto una trasformazione territoriale che rischia di diventare 'irreversibile', sottolineando come l'autonomia degli agricoltori sia minacciata da un sistema che uniforma la qualità del lavoro e svuota il tessuto rurale della sua identità storica.

Quale futuro per la Tuscia?

Il caso viterbese diventa così un paradigma globale: è possibile conciliare le esigenze dell'industria dolciaria con la tutela della biodiversità e della salute umana? Per l’ISDE la risposta risiede nell’approccio One Health: non può esserci salute per l’uomo se l’ecosistema in cui vive è malato.

L’intervista completa, che offre uno sguardo esterno e critico su una delle principali economie del Lazio, è ora disponibile sui canali ufficiali di RSI e ISDE News, rilanciando un interrogativo che la politica e le associazioni di categoria non possono più ignorare.






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