ANNO 16 n° 273
Puntualitā nei pagamenti delle imprese, Viterbo prima nel Lazio
Il 47,7% delle aziende č stato puntuale nel saldare i propri fornitori
25/06/2012 - 16:34

VITERBO - Migliora la puntualità nei pagamenti delle imprese nel Lazio ed anche in provincia di Viterbo, dove nel primo trimestre 2012 il 47,7% delle imprese ha saldato alla scadenza le fatture ai fornitori, rispetto al 46,08% di un anno fa. Una percentuale che vale il primo posto nella classifica delle province laziali più virtuose. Il 46,6% delle imprese viterbesi, infatti, ha saldato le fatture ai propri fornitori entro un mese oltre i termini pattuiti con i partner commerciali, il 3,9% tra i 30 e i 60 giorni di ritardo, l’1% tra i 60 e i 90 giorni, lo 0,4% tra i 90 e i 120 giorni, lo 0,4% oltre il limite dei 120 giorni.

A dirlo è l'analisi di Cribis D&B, la società del gruppo Crif specializzata nella business information, che ha realizzato lo Studio Pagamenti del Lazio relativo ai primi tre mesi 2012.

La perfomance di Viterbo è nettamente superiore alla media regionale (36,9% di imprese virtuose), di poco superiore a quella nazionale (46,6%) e la colloca al primo posto nella classifica della puntualità tra le province laziali. In regione, infatti, dopo Viterbo (47,7%), seguono per puntualità Rieti (42%), Frosinone (38,4%) e Latina (36,8%). All’ultimo posto Roma (35,5%).

“Le dinamiche che si riscontrano nel Lazio sono assimilabili a quelle nazionali, dove nel 2011 i comportamenti di pagamento mostrano un miglioramento rispetto al 2010. Questo però – mette in guardia Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&B – è un dato che va letto controluce. Il miglioramento, infatti, in parte è dovuto al fatto che il ritardo si è 'istituzionalizzato', cioè è stato incorporato nei termini di pagamento definiti contrattualmente. Il 90% degli intervistati ha ricevuto richieste di aumento dei termini di pagamento e il 62% degli intervistati ha individuato in questo una delle maggiori problematiche che la sua azienda ha dovuto affrontare nell’ultimo anno. Ciò è grave, perché sarà difficile per il fornitore, una volta concessi termini di pagamento più lunghi, tornare a tempi più brevi in futuro”.

“Un secondo aspetto riguarda l’eterogeneità dei comportamenti – continua -: sono le micro realtà (le più numerose) ad emergere per una più alta concentrazione nella classe di pagamento puntuale, mentre per le imprese di grandi dimensioni solo il 13% dei casi analizzati riesce a rispettare gli accordi contrattuali. Situazione analoga a livello settoriale, dove a livello nazionale troviamo comparti merceologici come l’agricoltura o i servizi finanziari che evidenziano pagamenti nei termini in oltre il 52,5% dei casi, mentre nella grande distribuzione in meno del 22% dei casi. Infine - fa notare Preti - a questi aspetti negativi va affiancato anche un elemento positivo, cioè la maggiore attenzione da parte delle imprese alla gestione dei tempi di pagamento, del credito commerciale e più in generale del working capital”.

Nella categoria di ritardi gravi oltre i 120 giorni la media di tutti i comparti è dello 0,4%.






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