

VITERBO - Si preannuncia uno scontro acceso a Palazzo dei Priori. Con la conclusione della prima fase delle osservazioni presentate da cittadini, commercianti e stakeholder sul PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), i gruppi di minoranza si preparano a portare la discussione nel cuore delle istituzioni: la commissione e il consiglio comunale.
Il fulcro della contestazione risiede nel metodo utilizzato dall'amministrazione. Pur trattandosi di un progetto dal valore di oltre 67 milioni di euro, destinato a stravolgere la mobilità e la vivibilità di Viterbo, i capigruppo denunciano un deficit di partecipazione:
Confronto insufficiente: Gli incontri con gli stakeholder sono stati giudicati troppo esigui, in certi casi limitati a un singolo momento di ascolto.
Mancanza di condivisione: Un progetto di tale portata richiederebbe, secondo le opposizioni, un percorso partecipativo molto più profondo e strutturato.
'Non possiamo accettare una visione che rischia di lasciare isolate le frazioni e penalizzare cittadini, famiglie e attività commerciali.'
L'opposizione non si limiterà alla critica, ma promette di dare voce alle preoccupazioni emerse dal territorio attraverso atti formali:
Analisi delle controdeduzioni: Si attende ora il responso tecnico alle osservazioni presentate.
Battaglia in Aula: Saranno presentati emendamenti mirati per correggere le criticità del piano.
Difesa del territorio: L'obiettivo è ottenere scelte equilibrate che non isolino le periferie e non danneggino il tessuto economico del centro.
La nota congiunta porta la firma dei principali esponenti delle minoranze, a dimostrazione di una visione condivisa sulla necessità di tutelare le esigenze reali della città:
Matteo Achilli (Fratelli d'Italia)
Andrea Micci (Lega)
Letizia Chiatti (Gruppo Misto)
Luisa Ciambella (Per il Bene Comune)
Giulio Marini (Forza Italia, Udc, Fondazione)
'Ci faremo trovare pronti,' concludono i capigruppo, 'con la volontà di difendere le esigenze dei cittadini in ogni fase della discussione politica e tecnica.'