


BOLSENA - Lo scorso 21 aprile, sono stati rimossi oltre 17 quintali di rifiuti nell’importante operazione di pulizia del fondale del Lago di Bolsena, organizzata dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, in sinergia con il Comune di Bolsena e con la collaborazione della Divisione Subacquea di Marevivo, insieme alle forze dell’ordine.
Le operazioni di pulizia sono state svolte da decine di subacquei di Marevivo, del Servizio Archeologia Subacquea della Soprintendenza, di Aliquota Carabinieri Subacquei di Roma, dei Carabinieri Motovedetta Stazione di Bolsena, e il Nucleo Sommozzatori della Guardia di Finanza – Stazione navale di Civitavecchia. Moltissimi i rifiuti trovati, come per esempio: pneumatici fuori uso, bombole del gas, griglie elettrosaldate metalliche, vetro, uno scaldabagno, un lavandino da cucina, teli in plastica, tubi in plastica, un estintore, pentole e moltissimi frammenti di imbarcazione.
“Questa credo che sia una fantastica iniziativa – commenta il sindaco di Bolsena, Paolo Dottarelli – un progetto portato avanti dal coordinamento della Soprintendenza della dottoressa Barbara Barbaro, funzionario archeologo subacqueo del MiBACT, che ha messo in piedi questa iniziativa con numerosi volontari. Questo sito sarà interessato da un importantissimo investimento del Ministero e consentirà la vivibilità e la fruibilità da parte di tanti turisti. Questo porterà a tanti investimenti importanti in quel sito archeologico che porterà dei grandi miglioramenti, sia a livello ambientale sia a livello turistico. Sarà un tassello fondamentale per il nostro territorio”.
L’operazione è stata effettuata in corrispondenza del sito archeologico sommerso del Gran Carro, vista l’imminente apertura al pubblico di un percorso subacqueo, intitolato “Gran Carro – Abitato palafitticolo sommerso, messa in sicurezza, restauro, fruizione e valorizzazione”. Grazie al finanziamento nell’ambito del PNRR, che fa seguito al Protocollo di intesa tra Marevivo e la Soprintendenza Archeologi, sarà possibile effettuare attività didattiche, formative, per la progettazione di proposte per la valorizzazione e la tutela ambientale. Inoltre, fondamentale per il progetto, sarà la salvaguardia dei beni culturali sommersi, grazie ad uno sviluppo tecnico e scientifico per la valorizzazione degli ambienti storico sommersi a rischio di inquinamento e di deterioramento ambientale.
Grazie al progetto portato avanti nel comune di Bolsena, si è potuto pulire e liberare da sporcizia e rifiuti ingombranti un sito archeologico molto rilevante che si caratterizza per la presenza del monumentale complesso ellittico dell'Aiola. Si presenta come un grosso cumulo di pietrame informe, privo di elementi strutturali utili alla sua interpretazione. Si potrebbe trattare di una struttura strettamente collegata alla presenza di sorgenti di acqua termale calda. Il sito risale alla prima età del Ferro ed è uno dei meglio conservati nell’Italia medio-tirrenica che oggi si trova sommerso a circa cinque metri di profondità.