

di Eleonora Celestini
VITERBO – Psicosi meningite, nella Tuscia l’allarme non c’è ma i vaccini neanche. Sono numerose le segnalazioni arrivate alla redazione di ViterboNews24 per lamentare la carenza del farmaco nei consultori della Tuscia, dove in genere (dal 2014 in poi) si effettuano le vaccinazioni pediatriche contro il meningococco B, responsabile nella maggior parte dei casi del verificarsi della malattia. ''Ho prenotato da mesi l’appuntamento per vaccinare mio figlio – scrive una lettrice, ma tante sono le mail simili giunte in redazione –, ho anche già pagato la dose che costa 79,54 euro, ma pochi giorni prima di farlo mi hanno telefonato disdicendolo. La motivazione è stata che manca il farmaco, ma ancora non si sa quando verrà consegnato ai consultori. Impossibile quindi prendere adesso un altro appuntamento''.
La spiegazione dell’accaduto è semplice, e stavolta la malasanità non c'entra: al momento non esiste alcun rischio di epidemia meningococcica, nella Tuscia non si sono registrati casi, quindi non va generato allarme. Tuttavia, a seguito dei casi verificatisi di recente in Toscana, si è scatenata tra i cittadini la corsa ad accaparrarsi il vaccino e la richiesta del farmaco contro il ceppo B della malattia è aumentata in maniera esponenziale in ogni parte d’Italia. Tanto che la ditta che produce il farmaco fornito al servizio sanitario nazionale è finita in rottura di stock: non riesce, cioè, a produrre tante dosi per quelle che sono le richieste effettive da soddisfare. Ed ecco che da nord a sud dello Stivale le Asl sono rimaste sfornite, le poche scorte di farmaco sono state contingentate e distribuite nelle zone maggiormente interessate da casi conclamati di meningite. Da qui a costringere i consultori, anche nella Tuscia a dover rimandare le vaccinazioni programmate il passo è stato breve.
''Abbiamo ritenuto opportuno avvertire preventivamente tutte le persone che avevano prenotato il vaccino, evitando di farle venire inutilmente per poi dover spiegare che il farmaco non c'era - affermano dalla Asl di Viterbo -. Purtroppo la maggiore richiesta ha esaurito in breve tempo le scorte della ditta che lo produce, i rifornimenti sono contingentati e si è cercato di dare priorità alle prenotazioni più vecchie e alla fascia di età entro cui andrebbe fatta la prima dose, cioè dai 6 ai 12 mesi di vita dei bambini. Per gli altri, purtroppo, chiediamo un po' di pazienza, non appena ci sarà il rifornimento provvederemo ad evadere tutte le richieste'.
Lo scorso anno sono state 4000 le vaccinazioni effettuate nella Tuscia. 'In questo periodo in cui si è manifestato il problema relativo all'antimeningococco B - aggiungono dalla Asl -, che ha costretto a rinviare gli appuntamenti fissati, il servizio vaccinazioni è comunque proseguito, con i pediatri che hanno provveduto a snellire altre liste d'attesa per diversi tipi di vaccini. Le risorse sono state ottimizzate, nessuno è rimasto con le mani in mano'.
'La nostra Azienda, peraltro, rispetto ad altre ha scelto di acquistare direttamente le dosi dell'antimeningococco B da chi lo produce - chiarisce ancora la Asl viterbese -, riuscendo in questo modo a contenere i costi e fornendo il servizio all'utenza direttamente nei centri dove si effettuano le vaccinazioni. Da noi una dose costa circa 80 euro (in altre regioni, come la Toscana, arriva a costare anche il doppio, ndr), viene comprato in farmacia direttamente dal singolo utente e poi viene somministrato al paziente dai medici di base o dai pediatri'. Nonostante i disagi di queste ultime settimane, comunque, presto la campagna vaccinazioni contro la meningite riprenderà a pieno ritmo. 'Gli ordini li abbiamo effettuati da tempo - concludono -, presto il farmaco dovrebbe essere consegnato'. E il servizio vaccinazioni antimeningococco B ripristinato.